Ddl Concorrenza, approvato alla Camera, ora al Senato
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Redazione Interno
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La Camera dei Deputati ha recentemente approvato il disegno di legge sulla concorrenza, che ora passa al Senato per l'approvazione definitiva. Questo disegno di legge, denominato Ddl Concorrenza 2023, ha suscitato perplessità riguardo alla sua importanza e alla necessità di normare la concorrenza per arricchire consumatori e imprese. L'impressione generale è che, dovendo esserci una legge in merito da approvare ogni anno come impegno preso dall'Italia con il PNRR, questo accada più come esercizio burocratico piuttosto che affrontando le problematiche di mercato e concorrenza che rendono il nostro Paese la "Cenerentola" in Europa e non solo.
Un emendamento al disegno di legge Concorrenza, già approvato il 3 dicembre alla Camera e in attesa del via libera definitivo al Senato, ha bloccato fino al dicembre del 2026 l'applicazione delle nuove regole per il convenzionamento e l'accreditamento della sanità privata, che solo in Sicilia dispone di un budget di oltre un miliardo di euro l'anno. La frenata del governo nazionale, stavolta, è arrivata al fotofinish.
Il Ddl Concorrenza rappresenta un tentativo di rilanciare l'economia italiana attraverso interventi mirati in settori chiave, come infrastrutture, welfare aziendale e innovazione. Dopo un lungo percorso di trattative, il testo ha ottenuto il via libera dalla Camera e si appresta a passare al vaglio del Senato. Tra le novità contenute nel Ddl Concorrenza, vi sono cambiamenti significativi per le startup, come la modifica del requisito del capitale sociale minimo, e per i fondi pensione e le casse previdenziali, come auspicato nei mesi scorsi da Banca d'Italia.
In un primo momento, il testo aveva generato critiche da parte dell'ecosistema dell'innovazione per via di alcuni punti giudicati insufficienti o dannosi.




