Ddl conti correnti approvato alla Camera: cosa cambia per banche e risparmiatori

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Camera dei Deputati ha dato il via libera, all’unanimità, al disegno di legge che modifica le regole sull’apertura e la chiusura dei conti correnti, unificando le proposte AC 1091 e AC 1240. Con 254 voti favorevoli, il testo – che ora passerà al Senato – introduce un principio chiaro: le banche non potranno più rifiutarsi di aprire un conto a chi ne faccia richiesta, né chiuderlo arbitrariamente se il saldo è positivo. Un passo significativo verso l’inclusione finanziaria, che però non cancella del tutto le eccezioni.

Il provvedimento, infatti, interviene sul Codice Civile, imponendo agli istituti di credito di stipulare un contratto con qualsiasi cliente, a meno che non sussistano «gravi motivi» legati a reati come il riciclaggio o il finanziamento al terrorismo. Una clausola che, se da un lato limita i margini di discrezionalità delle banche, dall’altro lascia intatta la possibilità di rifiutare l’accesso a soggetti segnalati per attività illecite. Non si tratta, dunque, di un via libera incondizionato, ma di un bilanciamento tra diritti dei risparmiatori e esigenze di sicurezza.

Quanto alla chiusura dei conti, la nuova norma vieta espressamente di recedere dal contratto quando il saldo è attivo, a meno che non emerga un «giustificato motivo», sempre legato a illeciti accertati. Una misura che risponde alle proteste di chi, negli ultimi anni, si è visto bloccare l’accesso al proprio denaro senza spiegazioni trasparenti. Resta da vedere come gli istituti bancari adegueranno le loro procedure, dato che il testo non entra nel merito delle modalità operative.

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