Stop all’Alta Pressione, temporali e neve sulle Alpi: arriva il freddo siberiano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   C’è chi, approfittando del ponte pasquale, aveva già riposto i cappotti nell’armadio, suggestionato da un caldo anomalo che per giorni ha fatto sembrare l’Italia un lembo di fine maggio. E invece, proprio mentre ci si lasciava alle spalle le festività, l’alta pressione subtropicale – quella che per quasi una settimana ha tenuto a bada perturbazioni e regalato cieli tersi – ha mostrato i primi, inequivocabili segni di cedimento. Le temperature, che avevano raggiunto punte di 28-29 gradi al Centro e sfiorato i 30 in Sardegna, cominceranno a scendere in modo sensibile a partire dalle regioni settentrionali, quelle stesse aree dove il termometro era letteralmente impazzito. Non si tratta di un semplice calo fisiologico, bensì di una vera e propria inversione di rotta destinata a riportare la colonnina di mercurio ben al di sotto delle medie stagionali, complici correnti gelide in arrivo direttamente dalla pianura siberiana.

Un vortice mediterraneo rompe l’equilibrio primaverile

La svolta è attesa in due fasi distinte, ma convergenti. Da un lato, un fronte perturbato di origine atlantica si prepara a scivolare verso il bacino del Mediterraneo, mentre dall’altro un vortice ciclonico, alimentato da aria più fredda, si sta organizzando proprio sopra le acque del nostro Mare Nostrum. Secondo le elaborazioni dei centri meteo, tra cui iLMeteo.it, il peggioramento più deciso prenderà il via nella serata di domenica 12 aprile. Inizialmente a essere colpite saranno le regioni nord-occidentali: Piemonte, Liguria e Lombardia si troveranno faccia a faccia con i primi temporali, anche violenti, favoriti dallo scontro tra l’aria rovente accumulata nei giorni scorsi e l’irruzione di masse d’aria decisamente più fresche in quota. Non mancheranno precipitazioni nevose sulle Alpi, un evento decisamente fuori stagione se si considera il caldo record che ha preceduto questo cambiamento.

L’addio all’estate anticipata: crollo termico in arrivo

Per farsi un’idea dell’entità dello sbalzo termico, basti pensare che città come Milano e Torino hanno toccato picchi di 27 gradi, circa dieci in più rispetto alla media di aprile. Un clima, quello degli ultimi giorni, che aveva ingannato più di qualcuno, spingendolo a credere che la bella stagione fosse ormai definitivamente alle porte. E invece, l’arrivo del cosiddetto “freddo siberiano” – anche se gli esperti preferiscono parlare di una massa d’aria fredda continentale – provocherà una flessione che in alcune zone del Nord potrebbe superare i 10-15 gradi in meno rispetto ai valori massimi registrati a inizio mese. La percezione sarà quella di un vero e proprio tonfo, con un clima che tornerà improvvisamente a ricordarci che il calendario segna ancora aprile. Sul versante adriatico, già dal weekend, si faranno sentire correnti più rigide che abbasseranno le massime, mentre altrove la nuvolosità aumenterà progressivamente.

Piogge, maltempo e il rischio di un nuovo ritorno dell’inverno

L’evoluzione, però, non si fermerà alla domenica. L’inizio della prossima settimana vedrà l’approfondirsi di questa circolazione depressionaria, con un conseguente ulteriore aggravamento delle condizioni meteo su gran parte della penisola. I modelli previsionali indicano la possibilità di nubifragi localizzati, specie sui versanti tirrenici, e di un rinforzo della ventilazione che contribuirà ad aumentare la sensazione di freddo. E se al Nord si tornerà a indossare il piumino, al Centro-Sud non andrà meglio: l’instabilità si farà strada, accompagnata da un calo termico che riporterà i valori su livelli consoni al periodo, se non addirittura inferiori. La fase di stabilità spensierata è dunque destinata a chiudersi bruscamente, lasciando spazio a una settimana dal sapore decisamente più invernale, con cappotti e ombrelli nuovamente protagonisti della scena.

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