Ferrari, il sostegno regge e il balzo tecnico apre la strada a quota 308 euro
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Redazione Economia
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Il titolo Ferrari, dopo aver toccato un minimo recente a 269 euro, ha trovato un solido appoggio in un’area grafica considerata dagli analisti di primaria importanza: quella compresa tra 276 e 274 euro. Da lì, complice un repentino cambio di passo della pressione compratrice, è scattato un veloce balzo in avanti che ha riportato il cavallino rampante al centro dell’attenzione degli operatori di Piazza Affari. La fotografia scattata dall’analisi quantitativa, va detto, mostra un rafforzamento della componente rialzista piuttosto netto: i principali indicatori direzionali si sono infatti girati in posizione long, suggerendo che la fase discendente possa essere stata archiviata almeno nel breve termine. Dopo una pausa di consolidamento, che gli stessi strumenti tecnici descrivono come fisiologica, si profila quindi la possibilità di un ulteriore allungo. Il primo target, in questo scenario, viene individuato a quota 300-301 euro; il secondo, più ambizioso, si colloca in area 308-309 euro.
La spinta di JpMorgan e l’accelerazione di Piazza Affari
A dare linfa a questo movimento, nelle ultime sedute, ha contribuito anche un report di JpMorgan: i loro analisti hanno raccomandato di acquistare il titolo mantenendolo “overweight” (al di sopra del peso nel paniere), con la previsione di un “trimestre forte” in vista dei conti attesi per il prossimo 5 maggio. Non a caso, in una seduta caratterizzata da un Ftse Mib in accelerazione dello 0,8% fino a 43.720 punti, Ferrari ha messo a segno un rialzo del 4,17%, trainando di fatto gli scudi del listino milanese assieme a Saipem. Il contesto macro, intanto, vede il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi assestarsi a 94,7 punti, con il rendimento annuo italiano in calo di 5,1 punti al 3,99% – un dato che, seppur indirettamente, alimenta la fiducia verso i titoli azionari a grande capitalizzazione.
Brembo prova la ripartenza tecnica
Non solo il cavallino, però, tra i segnali di rinascita tecnica. Anche Brembo, lo si osserva dai grafici, sta tentando una ripartenza dopo una fase di debolezza. Il titolo del gruppo specializzato in freni, pur muovendosi su volumi non ancora esplosivi, mostra i primi sintomi di un tentativo di inversione: le strutture di supporto reggono e i ribassisti sembrano aver esaurito la spinta iniziale. L’approccio utilizzato per Ferrari – quello di leggere i sostegni e i successivi rimbalzi come possibili inneschi – vale, con le opportune differenze di volatilità, anche per questo asset. La direzionalità, in entrambi i casi, resta però legata alla tenuta delle aree chiave: per Brembo come per Ferrari, la conferma del movimento arriderà solo con il superamento delle rispettive resistenze intermedie.
Il rovescio della medaglia: una seduta in negativo e la resistenza a 293,9 euro
Nondimeno, la fotografia tecnica non è univoca su tutti gli orizzonti temporali. In una diversa sessione – emblematica della volatilità che ancora caratterizza il listino – Ferrari ha invece archiviato una performance negativa, cedendo il 2,35% e subendo una pressione ribassista non trascurabile. L’analisi di medio periodo, va sottolineato, ribadisce ancora una trendline negativa per il titolo di Maranello; a guardare però il grafico a breve termine, si nota un’intensità meno marcata della fase discendente, un dettaglio che potrebbe favorire uno sviluppo positivo della curva. La resistenza da monitorare, in questo frangente, è individuata a quota 293,9 euro: un superamento di quel livello offrirebbe agli investitori un segnale concreto di inversione della tendenza più ampia. Sino ad allora, il quadro resta bifronte, con i rimbalzi da sostenere e le ripartenze da verificare sul campo, seduta dopo seduta.
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