Piazza Affari regge l’urto dei dazi, banche in sofferenza e balzo per Stellantis e Tim
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Redazione Economia
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C’è un filo di cautela che attraversa le Borse europee in questa seduta, una prudenza che a Milano si traduce in un Ftse Mib che viaggia sostanzialmente piatto, con un -0,11% che racconta più che altro l’attesa. Il copione, del resto, è già scritto altrove: Francoforte lascia sul terreno lo 0,37%, Londra lo 0,26% e Parigi lo 0,21%, tutte accomunate da una volatilità contenuta ma da un sentiment che non riesce a trovare una direzione precisa. Gli investitori, e lo si percepisce chiaramente dall’andamento dei listini, stanno con il fiato sospeso, consapevoli che il vero market mover della giorata arriverà solo in serata, quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, pronuncerà il discorso sullo Stato dell'Unione -4. In un contesto del genere, dove le nuove tariffe al 10% sono già entrate in vigore e la tensione tra Stati Uniti e Iran continua a tenere banco, la scelta obbligata è quella di restare alla finestra, limando le posizioni più esposte.
L’incertezza commerciale appesantisce il comparto, il risparmio gestito paga lo scotto
Il comparto bancario, e non potrebbe essere altrimenti, è quello che soffre maggiormente questa fase di stallo. A Piazza Affari le vendite si concentrano proprio sui titoli del credito, con Bper Banca che arretra sensibilmente, seguita a ruota da Intesa Sanpaolo e Banco Bpm, in un movimento che appare generalizzato su tutto il settore -1. È la diretta conseguenza di un quadro internazionale in cui i dazi e le ritorsioni commerciali rischiano di rallentare l’economia reale, e con essa la capacità di generare margini per gli istituti di credito. Se a questo si aggiunge la debolezza strutturale di Wall Street nella seduta di ieri, con il Dow Jones in calo dell’1,6% e il Nasdaq dell’1,1%, si comprende perché la fiducia degli operatori finanziari subisca un contraccolpo così evidente. La sensazione, per chi opera sui mercati, è che la partita sulle tariffe sia tutt’altro che chiusa, nonostante la pronuncia della Corte Suprema che aveva dichiarato illegittimi i dazi imposti in precedenza -2.
Stellantis e Tim in controtendenza, l’Europa attende i dati macro
In questo mare di rosso moderato, ci sono alcune eccezioni che brillano per forza propria. Stellantis, complice una crescita delle immatricolazioni in Europa che sorprende positivamente, guadagna terreno con un rialzo che si attesta attorno al 2,5%, trainando con sé l’intero settore automotive -1-9. Bene anche Tim, che si muove in territorio positivo in attesa dei risultati di bilancio, e STMicroelectronics, sostenuta dalle prospettive legate all’intelligenza artificiale e alla domanda di chip -1-4. Nel pomeriggio, poi, l’attenzione si sposterà sui dati macroeconomici: dagli Stati Uniti arriveranno i numeri ADP sull’occupazione, mentre in Europa si scruterà l’indice sulla fiducia dei consumatori, due parametri che potrebbero offrire agli operatori una bussola per orientarsi in queste ore di incertezza -6.
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