Borse in tempesta per la guerra dei dazi, mentre gli investitori cercano riparo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’ultima settimana di Borsa ha ribadito quanto l’incertezza continui a pesare sui mercati, tra tensioni commerciali e timori di recessione. «I mercati stanno scontando una possibile recessione tecnica, aggravata dall’instabilità politica», osserva Giorgio Broggi, analista quantitativo di Moneyfarm, sottolineando come l’atteggiamento dell’amministrazione americana – poco conciliante nella gestione delle tariffe annunciate durante il Liberation Day – potrebbe innescare ulteriori crolli.

Intanto, il VIX, l’indice che misura la volatilità, segna un +2,5%, riflettendo il nervosismo degli investitori in vista dell’apertura di Wall Street. I futures sull’indice, seppur in rialzo di quasi il 3%, mostrano un parziale ridimensionamento rispetto ai picchi della vigilia, quando avevano superato quota 40. L’S&P 500, dal canto suo, ha reagito con freddezza alla notizia dei dazi cinesi del 125%, ma la domanda di copertura rimane elevata, con il VIX che si attesta stabilmente sopra i 35 punti.

A Milano, le perdite sono state contenute, seppur in un contesto generale di diffusa prudenza. Le Borse europee avanzano timidamente, mentre il clima resta teso per via delle possibili ripercussioni economiche legate alla guerra commerciale. Nonostante la sospensione – per 90 giorni – dei dazi reciproci da parte di Trump, l’escalation con Pechino domina la scena. L’amministrazione americana ha infatti precisato che le tariffe effettive contro la Cina ammontano al 145%, scatenando così le ritorsioni annunciate dal governo cinese.

Cautela e strategie difensive di fronte a questo scenario, molti risparmiatori si chiedono come proteggere il proprio portafoglio. «In contesti così volatili, una strategia multi-asset, che includa titoli di Stato e asset diversificati, può rappresentare una soluzione», suggeriscono gli esperti, pur senza trascurare l’importanza di una valutazione attenta dei rischi. Le oscillazioni delle Borse, del resto, impongono scelte ponderate: vendere in preda al panico potrebbe rivelarsi controproducente, così come restare inattivi senza una chiara pianificazione.

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