I misteri di villa Pamphili: il falso regista, il documentario fallito e le due vittime
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Redazione Interno
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Rexal Ford, nome dietro il quale si nasconde Francis Kaufmann, aveva presentato sé stesso come un regista americano in cerca di location per un film da tre milioni di dollari. Lo scorso 7 maggio, accompagnato da una donna e una bambina di otto mesi, si era recato in una società di produzione cinematografica romana, sostenendo di voler girare un documentario. Poche settimane dopo, quegli stessi volti sarebbero diventati centrali in un’indagine per duplice omicidio, dopo che i loro corpi – o quello della neonata, nel caso della donna – furono rinvenuti a villa Pamphili.
Quella di Ford, che gli inquirenti ritengono essere un alias, non era però la prima identità costruita ad arte. Dietro la facciata dell’artista in cerca di fortuna, emerge un passato segnato da violenze e condanne: secondo le informazioni fornite dall’Fbi, l’uomo è stato arrestato cinque volte negli Stati Uniti, principalmente per violenza domestica e aggressioni. Nel 2019, aveva scontato 120 giorni di carcere per un episodio in cui, armato, aveva provocato lesioni gravi.
Il progetto cinematografico, nel quale avrebbe investito gran parte dei suoi risparmi, si era rivelato un fallimento. Un flop che, secondo le ipotesi investigative, potrebbe aver alimentato un rancore già latente, trasformandolo in una spirale di violenza. La donna uccisa – il cui corpo è stato occultato, mentre quello della neonata è stato ritrovato in un’area del parco – era stata presentata come sua moglie, sebbene i legami tra i due restino da chiarire. Anche il nome della bambina, Andromeda, sembra far parte di una costruzione fittizia, come gran parte della vita che Kaufmann aveva messo in scena.




