Annalisa e la provocazione “suora o pornodiva”: “Noi donne veniamo sempre giudicate”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Con il suo rosso fuoco e uno sguardo che buca lo schermo, Annalisa ha scelto di giocare d’anticipo, consapevole che la domanda lanciata nel nuovo singolo, “Mi vuoi più suora o pornodiva?”, avrebbe innescato un dibattito. Non una mossa a sorpresa, quindi, ma una strategia precisa per tornare a parlare, ancora una volta, del giudizio cui sono sottoposte le donne, soprattutto quando vivono sotto i riflettori. Nel brano Canzone estiva, che non è la classica hit da spiaggia ma un racconto stratificato di identità e aspettative, la cantante ligure ha estremizzato il concetto con due termini volutamente forti, immagini opposte che spesso le sono state cucite addosso nel corso della carriera. “Se avessi detto ‘casta’ e ‘provocante’”, ha spiegato la cantante, “l’effetto sarebbe stato diverso. Ho estremizzato con due definizioni che io, come tante, mi sono sentita attribuire”.

Un video, due immagini e l’accusa di blasfemia

Nel videoclip, la doppia versione di Annalisa – una austera con abiti religiosi, l’altra più disinibita – ha scatenato immediatamente reazioni contrastanti, spingendo qualcuno a parlare di blasfemia. Un’accusa che l’ha colta di sorpresa, come ha tenuto a sottolineare nel racconto rilasciato al Corriere della Sera, perché l’intenzione non era certo quella di offendere la sensibilità altrui. “Non vedo nulla di offensivo in quello che ho fatto”, ha precisato, “ho grande rispetto per chi vive la fede. Forse a volte ascoltiamo le canzoni velocemente, ma la religione fa parte della mia vita, mi affascina”. E il termine scelto, “pornodiva”, non è affatto casuale: “Ho usato quel termine e non quello meno edulcorato che molte si sentono dire”, aggiungendo ulteriore profondità a una provocazione che mira a smontare il meccanismo dell’etichettatura facile.

Il messaggio dietro la provocazione

La scintilla del nuovo progetto affonda le radici nel percorso dell’album Ma io sono fuoco, riprendendo il tema della trasformazione e della reazione. Canzone estiva, in fondo, è un brano che parla d’amore in diverse direzioni: verso l’altro, verso il pubblico, ma anche verso se stessi e la propria autostima, messa alla prova dal peso delle aspettative altrui. “Siamo ciò che ci sentiamo di essere, ma anche ciò che vedono gli altri”, si legge nelle note di presentazione del pezzo, “qualunque versione può essere giudicata nel modo opposto, anche se tutti stanno osservando la stessa persona”. Da qui l’idea di ironizzare estremizzando il linguaggio stesso del giudizio, per dimostrare che l’unica via è accettarsi per come si è, anche in un equilibrio precario e contraddittorio.

“Scopro le gambe, ma resto una brava ragazza”

La trasformazione dell’immagine, più matura e consapevole, è parte integrante del discorso. “Se anni fa ero una ragazzina anche un po’ spaventata, ora penso di aver imparato molte cose”, ha dichiarato, rivendicando il diritto a mostrarsi senza per questo dover corrispondere a stereotipi. Perché al di là della figura pubblica, del trucco e dei vestiti firmati, c’è una persona normale, “che lotta con la dieta, che ha le sue imperfezioni. Scopro le gambe ma non le braccia perché non mi piacciono”, ha confessato con sincerità, sottolineando il confine tra la scena e la realtà quotidiana. Un confine netto, che la porta a proteggere gelosamente la sua vita privata, fonte di ispirazione ma mai esibita: “Quello che mostro o canto è lavoro, è come guardare un film”.

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