Leone XIV in preghiera sulla tomba di Francesco a Santa Maria Maggiore
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Redazione Interno
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Prima di fare ritorno a Castel Gandolfo, dove avrebbe trascorso la notte, papa Leone XIV ha compiuto una visita, definita "a sorpresa", all'interno della Basilica di Santa Maria Maggiore. Un gesto di profonda devozione, che lo ha visto sostare in raccoglimento dinanzi alla sepoltura del suo predecessore, papa Francesco, in un silenzio interrotto solo dal bisbiglio delle preghiere. La tappa successiva, non meno significativa, è stata davanti all'icona mariana della Salus Populi Romani, un'immagine cara alla tradizione romana e allo stesso Francesco, verso la quale il pontefice ha rivolto la sua supplica.
La commemorazione dei defunti
Quello di lunedì 3 novembre non è stato, peraltro, l'unico momento dedicato da Leone XIV alla memoria di chi lo ha preceduto. Già il giorno prima, infatti, in occasione della Commemorazione dei Defunti, si era recato nelle Grotte Vaticane della Basilica di San Pietro, luogo di riposo eterno per molti dei papi del passato, in un pellegrinaggio privato che sembra tracciare un filo di continuità e rispetto verso la storia della Chiesa. Un percorso, il suo, che lega indissolubilmente le figure dei pontefici scomparsi, accomunandoli in una riflessione sulla caducità della vita umana e sulla speranza che, secondo le parole dello stesso Leone, "anche nella morte non delude".
La messa per i pastori scomparsi
Nella stessa mattinata, il suo ministero si era espresso attraverso la celebrazione di una messa solenne nella Basilica di San Pietro, officiata in suffragio di tutti i cardinali e i vescovi che hanno concluso il loro cammino terreno nel corso degli ultimi dodici mesi. Una tradizione che si rinnova annualmente, la quale, pur nella sua solennità, mantiene un carattere intimo e raccolto, focalizzandosi sul ricordo e sulla preghiera per quelle guide spirituali che hanno servito la Chiesa. Durante l'omelia, Leone XIV ha ribadito il concetto della speranza cristiana, che "guarda oltre" la barriera della morte, citando proprio l'esempio di Francesco come testimone di questa fede incrollabile.
Un gesto di continuità
La sequenza di questi gesti, dalla preghiera privata sulla tomba del predecessore alla celebrazione pubblica per i colleghi defunti, delinea una chiara intenzione di sottolineare la continuità del ministero petrino al di là delle persone che lo incarnano. La sosta a Santa Maria Maggiore, in particolare, assume un valore simbolico potentissimo, collocandosi in uno dei luoghi più cari a Francesco e diventando un atto di omaggio e di ideale passaggio di testimone. La Basilica, che custodisce le spoglie del pontefice scomparso, si trasforma così in un punto di incontro ideale tra due pontificati, uniti dalla stessa fede e dallo stesso servizio.




