Ferrari, a Monza l'ADUO-2 non ribalta il weekend: cosa è emerso davvero dalla Rossa
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Redazione Sport
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Monza è sempre Monza per la Ferrari, ma quest'anno il Gran Premio d'Italia aveva un peso diverso. Non solo per il valore simbolico della gara di casa, quanto perché il weekend brianzolo doveva servire a capire se gli sviluppi tecnici portati a Maranello fossero in grado di spostare gli equilibri. Al centro dell'attenzione c'era l'ADUO-2, il secondo step evolutivo della power unit concessa dal regolamento FIA Additional Development for Underperforming Operations, un meccanismo pensato per ridurre il divario tra i motoristi.
Come funziona il sistema ADUO e perché la Ferrari ne ha diritto
L'analisi tecnica condotta dalla FIA sul motore a combustione interna ha stabilito che Red Bull Powertrains si colloca oltre il 2% sopra gli altri, diventando di fatto il riferimento. Da quel dato è scattata la distribuzione dei gettoni: Mercedes ha ottenuto un aggiornamento per questa stagione e uno per il 2027, mentre Ferrari, Audi e Honda hanno ricevuto due interventi per il 2026 e altrettanti per l'anno successivo. Red Bull, essendo la misura di riferimento, non ne ha alcuno a disposizione.
Il primo utilizzo da parte di Maranello risale al Gran Premio d'Austria, quando il lavoro congiunto con Shell portò a una riformulazione chimica del carburante, con un guadagno stimato in circa cinque cavalli.
Il pacchetto portato in Brianza tra motore e aerodinamica
A Monza la Rossa ha schierato la nuova evoluzione della power unit, accreditata di un incremento compreso tra i 12 e i 15 cavalli, frutto di interventi in camera di combustione e sul turbo, oltre a una diversa erogazione della coppia legata a una migliore distribuzione dell'energia elettrica. Sul piano aerodinamico è debuttato un fondo ad alta efficienza e la SF-26 è stata la più scarica della stagione, con l'ala posteriore Macarena nella versione a bassa resistenza. Il tutto doveva integrarsi con lo Straight Mode dell'aerodinamica attiva e con la gestione della componente elettrica.
Tra sabato e domenica, inoltre, è cambiato un parametro rilevante: la capacità massima di ricarica della batteria è aumentata del 50%.
Le aspettative e il commento di Vasseur
Le attese erano cresciute durante il weekend, probabilmente anche troppo, come era già accaduto in Austria. Il team principal Frédéric Vasseur, pur scherzando, ha voluto sottolineare un concetto espresso alla vigilia e confermato al termine della gara: il motore dotato degli aggiornamenti ADUO-2 non poteva essere e non è stato quello in grado di colmare il divario dai riferimenti della griglia, ossia Mercedes e Red Bull-Ford.
Il manager francese ha poi precisato che la velocità sul dritto non dipende soltanto dalla power unit, ma anche dalla resistenza aerodinamica, dal peso della vettura e da una serie di fattori combinati, aggiungendo che il passo avanti c'è stato ma che il distacco resta.
Il riscontro arrivato dal cliente Haas
Un elemento di valutazione è arrivato anche dalla Haas, che ha ricevuto una delle power unit aggiornate per la gara italiana e l'ha montata sulla vettura di Oliver Bearman. Il giovane britannico si è qualificato dodicesimo, suo miglior risultato da marzo, ma la squadra americana ha poi chiuso il settimo round consecutivo senza punti, eguagliando la peggior serie dal 2021.
Lo stesso Bearman ha definito l'aggiornamento della power unit un passo molto più contenuto rispetto a quello aerodinamico introdotto sulla VF-26, sostenendo che su una pista come Zandvoort non sarebbe bastato a uscire dalla lotta per la Q1. Il compagno Esteban Ocon, che non ha avuto il motore nuovo, ha invece beneficiato delle nuove parti aerodinamiche, pur segnalando una perdita di carico al posteriore rispetto al compagno.
La mossa della Mercedes e i prossimi appuntamenti
A Brackley non sono rimasti a guardare. Andrea Kimi Antonelli, leader del Mondiale con 59 punti di vantaggio, ha scontato a Monza una penalità di venti posizioni in griglia per l'adozione della quinta unità stagionale, ma senza il gettone ADUO: la scelta, secondo quanto emerso, è legata all'esigenza di gestire il pool di componenti dopo i problemi di affidabilità che hanno condizionato la prima parte dell'anno.
Il debutto della specifica aggiornata è previsto nella fase americana del calendario, tra Austin e Città del Messico, e secondo indiscrezioni si lavora soprattutto sul turbocompressore, l'area dove si attendono i guadagni più consistenti. George Russell dovrebbe invece usufruirne a partire dal Gran Premio d'Azerbaigian. La Ferrari ha già esaurito le due migliorie concesse per questa stagione, mentre il prossimo appuntamento in calendario è il Gran Premio di Madrid, quattordicesimo round dell'annata.
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