Sparatoria a Manhattan, l'ex giocatore di football voleva colpire la Nfl: "Studiate il mio cervello"
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Redazione Esteri
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Shane Tamura, il 27enne autore della strage nel cuore di New York, aveva trasformato la sua ossessione in una vendetta contro la National Football League, che considerava responsabile del suo declino fisico e mentale. Prima di suicidarsi dopo aver ucciso quattro persone davanti al grattacielo di Park Avenue, dove ha sede la Nfl, l’ex atleta – una promessa del football americano – aveva lasciato una lettera in cui accusava la lega di aver nascosto i rischi legati ai ripetuti traumi cranici subiti durante la carriera sportiva.
Nel bagagliaio della sua auto, parcheggiata pochi isolati più in là, la polizia ha trovato un arsenale improvvisato, farmaci per la depressione e appunti che rivelano un rancore crescente verso un sistema che, a suo dire, aveva sacrificato la salute dei giocatori in nome del profitto. Tamura, che sospettava di soffrire di encefalopatia traumatica cronica (Cte), una patologia neurodegenerativa legata ai colpi alla testa, aveva intrapreso un viaggio solitario da Las Vegas a New York, attraversando l’America con l’intenzione di colpire simbolicamente il quartier generale del football professionistico.
La malattia, spesso riscontrata in atleti e veterani di guerra, è al centro di un dibattito sempre più acceso negli Stati Uniti, dove migliaia di ex giocatori hanno denunciato la Nfl per non averli avvertiti dei pericoli. Tamura, che da adolescente aveva brillato nei campi universitari, era convinto che i suoi disturbi psichici – tra cui depressione e attacchi d’ira – fossero la diretta conseguenza degli scontri fisici tipici dello sport. La sua escalation violenta, culminata nella sparatoria di lunedì mattina, sembra essere stata pianificata nei dettagli, anche se le indagini non escludono che abbia agito in parte in modo impulsivo.
Nei giorni precedenti l’attacco, aveva caricato sui social video in cui si lamentava dei danni cerebrali subiti, chiedendo giustizia per sé e per altri atleti finiti in condizioni simili. "Vogliono nascondere la verità", aveva scritto in un messaggio poi cancellato. La polizia, setacciando il suo appartamento nel Nevada, ha rinvenuto articoli scientifici sulla Cte e ritagli di giornale che documentavano le battaglie legali tra la Nfl e gli ex giocatori.




