Jannik Sinner e il caso doping, le dichiarazioni di Dinara Safina e Paolo Occhipinti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'ex tennista russa Dinara Safina, oggi 38enne e in passato numero uno al mondo, ha recentemente commentato il caso doping che ha coinvolto Jannik Sinner. Intervistata dal sito russo Championat, Safina ha dichiarato di non conoscere tutte le sfumature del caso, ma ha sottolineato che, se Sinner continua a giocare, significa che tutto è in regola. Ha inoltre elogiato la correttezza del tennista altoatesino nei confronti dei media, riconoscendo i suoi meriti e i suoi successi sul campo.

Parallelamente, Paolo Occhipinti, storico direttore del settimanale Oggi e numero 10 al mondo tra i tennisti over 85, ha espresso la necessità di rivedere i parametri antidoping per evitare accuse infondate. In un articolo pubblicato su Oggi, Occhipinti ha spiegato che, nonostante sembri assurdo, esiste la possibilità che i giudici del Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) condannino Sinner basandosi sui risultati di un test che ha rilevato tracce infinitesimali di Clostebol nel suo sangue. Questa sostanza dopante, secondo Occhipinti, sarebbe stata trasmessa a Sinner attraverso le mani del suo massaggiatore.

Il caso-Clostebol ha rappresentato un vero spartiacque per Jannik Sinner, che ha dichiarato di aver capito, grazie a questa vicenda, chi sono i suoi veri amici nel mondo del tennis. Tra coloro che si sono schierati apertamente a favore del tennista italiano c'è Andy Roddick, ex numero uno al mondo, il quale ha criticato duramente la WADA e i meccanismi che possono portare a uno stop per doping.

Le parole di Safina e Occhipinti offrono uno spaccato interessante su un caso complesso, che continua a far discutere appassionati e addetti ai lavori.

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