Cop29, primo accordo sui crediti di carbonio
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Redazione Interno
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La Cop29, tenutasi a Baku, ha segnato un importante passo avanti con l'approvazione dell'Articolo 6.4 degli Accordi di Parigi, un traguardo atteso da quasi un decennio. Questo accordo, che potrebbe sembrare meramente tecnico, rappresenta in realtà una svolta significativa verso la creazione di un sistema globale regolamentato per la compensazione delle emissioni. Con standard internazionali e regole chiare, l'accordo mira a garantire un sigillo di qualità dell'ONU per i crediti di carbonio, rendendo il mercato volontario più trasparente e affidabile.
Nonostante le iniziali difficoltà, tra cui defezioni e scarsa attenzione mediatica, la conferenza ha visto un primo giorno di negoziati fruttuoso. La premier italiana Giorgia Meloni, presente all'evento, ha sottolineato la necessità di un approccio pragmatico e non ideologico, difendendo l'uso dei combustibili fossili e puntando sulla fusione nucleare come possibile svolta futura. Tuttavia, ha anche invitato tutti i Paesi a condividere la responsabilità per il nuovo obiettivo finanziario, senza però annunciare nuovi impegni da parte dell'Italia.
Durante la conferenza, Meloni ha incontrato il premier albanese Edi Rama e il presidente bulgaro, scambiando calorosi saluti. Nel frattempo, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione Univerde, ha espresso preoccupazione per un possibile fallimento della Cop29, citando le parole del senior scientist del Cnr, Enrico Brugnoli, che da decenni segue la crisi climatica. Pecoraro Scanio ha ribadito l'urgenza di ascoltare gli scienziati per evitare un flop ancora più drammatico, dato il poco tempo a disposizione.
La Cop29 di Baku ha segnato un primo passo importante verso la regolamentazione globale dei crediti di carbonio, ma resta ancora molto lavoro da fare per raggiungere gli obiettivi climatici prefissati.




