Mercato globale del carbonio tra luci e ombre

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il nuovo mercato globale delle emissioni di carbonio prende forma tra luci e ombre. Dopo quasi dieci anni di discussioni, la COP sul clima di Baku, in Azerbaigian, ha approvato le regole previste nell’articolo 6 dell’Accordo di Parigi del 2015. Si prevedono meccanismi di cooperazione internazionale per raggiungere i target climatici e si ridisegna il sistema di scambi nel quale un credito di carbonio equivale a una tonnellata di CO2 ridotta, evitata o sequestrata dall’atmosfera.

La COP, incapace di decidere, è spesso criticata per la sua inefficacia. Tuttavia, sarebbe molto peggio se non esistesse un grande momento annuale di sintesi dell’azione internazionale per il clima, ove, oltretutto, hanno voce anche gli attori diversi dagli Stati, a cominciare dagli attivisti. È un fatto che, specialmente per gli obiettivi sotto i riflettori, il meccanismo sembra inceppato.

Nella notte tra sabato 23 e domenica 24 novembre si è conclusa la COP29, con qualche giorno di ritardo e dopo due settimane di trattative che sembravano sul punto di fallire. Alla fine, l’accordo è stato raggiunto: gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo contro il cambiamento climatico passano dagli attuali 100 miliardi all’anno fino a 300 miliardi all’anno nel 2035, con l’obiettivo di aiutare le nazioni povere a far fronte alle devastazioni del riscaldamento globale.

La COP29, conference of the Parties, a Baku, ha discusso le richieste economiche che i Paesi ritenuti responsabili dei cambiamenti climatici dovrebbero versare ai Paesi poveri del mondo che di questi cambiamenti climatici starebbero subendo gli effetti.

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