Rai in lutto per Ornella Vanoni, una vita in musica tra il Piccolo e San Marco

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dopo aver dato notizia della scomparsa nella serata di sabato, la Rai ha dispiegato un palinsesto articolato, un omaggio radiotelevisivo che, estendendosi per l'intera giornata di domenica, ha voluto celebrare la figura di Ornella Vanoni, la cui voce ha segnato indelebilmente la canzone italiana. Alla rapidità dei primi comunicati, diffusi dai telegiornali notturni e dai portali, sono seguiti spazi di approfondimento e intrattenimento, molti dei quali continueranno anche nella giornata di lunedì, a testimonianza di un legame profondo tra l'istituzione pubblica e l'artista. In particolare, Rai2 ha proposto “In arte Ornella”, un'intervista realizzata da Pino Strabioli che, arricchita dalle testimonianze di colleghi come Gino Paoli, Riccardo Cocciante e Nina Zilli, ha ripercorso i tratti salienti di una carriera leggendaria.

L'ultimo saluto nel segno di Strehler

Milano, la sua città, le renderà l'ultimo saluto in un luogo che per lei fu non solo un palcoscenico ma una vera e propria scuola di vita e d'arte: il Piccolo Teatro, fondato da Giorgio Strehler, suo grande amore e mentore. Quel teatro, simbolo di una città dal respiro europeo, sperimentale e colta al tempo stesso, accoglierà la camera ardente, aperta al pubblico domenica e lunedì mattina. Una scelta, questa, che lega indissolubilmente il suo commiato a uno degli scrigni culturali più importanti di Milano, permettendo a chi l'ha amata di rendere omaggio alla sua memoria in uno spazio che ne ha plasmato l'essenza artistica. I funerali, invece, saranno celebrati nel pomeriggio di lunedì nella chiesa di San Marco, situata nel cuore del quartiere Brera, aggiungendo un altro tassello significativo al suo legame con i luoghi iconici della metropoli.

L'inizio di una leggenda e gli ultimi giorni

Tutto ebbe inizio alla fine degli anni Cinquanta, quando una giovane Ornella Vanoni calcò per la prima volta il palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano; un esordio che, sebbene allora passasse forse inosservato, conteneva in niente il genio di un'interprete destinata a lasciare un'impronta profonda. Quella stessa artista si è spenta nella sua casa milanese, colta da un infarto nella serata di sabato. Come riportato, la Vanoni non stava bene da giorni e lamentava un dolore a una vertebra, un malessere che lei stessa, confidandosi con un amico, aveva intenzione di far valutare in una clinica di Pavia all'inizio della settimana, esprimendo tuttavia fiducia nelle cure che avrebbe ricevuto.

Il ricordo personale di Paolo Fresu

Tra i molti tributi, spicca per intensità quello del trombettista jazz Paolo Fresu, che ha scelto di esprimere il proprio cordoglio attraverso una lunga e commossa lettera. I due, uniti da un'amicizia trentennale e da una profonda sintonia artistica, condivisero innumerevoli momenti, dai palcoscenici alle risate, fino a un'intesa così forte da spingere la Vanoni a esprimere un desiderio profondamente personale: che fosse proprio Fresu a suonare durante la cerimonia dei suoi funerali. Un legame, il loro, nato al Tangram di Milano nei primi anni Novanta e cresciuto nel segno della musica e di un'emozione condivisa che, ora, si trasforma in un ricordo carico di affetto e nostalgia.

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