Gattuso e il piano Mondiale, l'Italia attende il sorteggio di Zurigo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Centoventotto giorni, un arco di tempo che grava come un macigno sulla nazionale italiana, la cui unica via di accesso al Mondiale 2026 si gioca tutta in quella semifinale di play-off in programma il prossimo 26 marzo. La mente di Rino Gattuso e di tutto il club Italia è già proiettata verso quell'appuntamento, un bivio ineludibile dopo la resa di fronte alla superiore potenza della Norvegia durante le qualificazioni. Un percorso, quello degli spareggi, che evoca memorie amare per gli azzurri, i quali, nelle ultime due edizioni, hanno visto le loro ambizioni infrangersi rispettivamente contro la Svezia e la Macedonia del Nord, esperienze che rendono l'atmosfera ancor più carica di tensione. Giovedì, con la cerimonia di sorteggio a Zurigo, inizierà a prendere forma il destino della squadra, in un pomeriggio dove ogni pallina estratta avrà il peso di una sentenza.

Il peso del ranking e la geografia degli spareggi

Gattuso e il direttore sportivo Gigi Buffon, che saranno presenti al palazzo congressi della città svizzera, sapranno che un elemento, almeno, gioca a loro favore: il miglior ranking Fifa, ormai definitivo, che colloca l'Italia nella prima fascia del sorteggio. Questo dato, di per sé, non garantisce nulla, ma rappresenta un vantaggio non da poco nell'evitare, almeno in semifinale, le avversarie più insidiose sul piano tecnico. Ciò su cui si concentrano le riflessioni degli uomini della federazione è la struttura stessa dei play-off, articolati in quattro differenti percorsi, e la possibilità, fondamentale, di disputare in casa l'eventuale finale, un fattore che potrebbe rivelarsi decisivo in un confronto dove il fattore campo amplifica pressioni e opportunità.

Il quadro mondiale e i posti rimasti in palio

Mentre l'Italia si prepara a questo cammino ad ostacoli, il quadro delle qualificate si è andato definendo con trentaquattro nazionali che hanno già strappato il loro biglietto per la coppa del mondo che si disputerà negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Ai padroni di casa del Nord America si sono unite le grandi del Sudamerica, come Argentina e Brasile, le solide rappresentanti asiatiche, a partire dal Giappone, e le emergenti realtà africane, tra le quali spiccano il Marocco e la Costa d'Avorio. Dal vecchio continente, hanno già ottenuto la qualificazione diretta Inghilterra, Francia, Croazia, Portogallo, Norvegia, Germania e Paesi Bassi, lasciando però ancora nove posti vacanti su sedici totali destinati all'Europa.

L'eredità del passato e la sfida imminente

La delusione per non essere riusciti a centrare la qualificazione diretta, arrivando secondi nel girone, è un retaggio con cui la squadra deve fare i conti, trasformando una posizione di svantaggio in una leva motivazionale. Quella che si prospetta è una sfida di pura sopravvivenza, dove la classifica e i giochi di potere delle qualificazioni regolari perdono significato, lasciando spazio a un rugby dove l'errore non è contemplato. L'effetto "Bombonera", citato come spauracchio in caso di un possibile incrocio con la Svezia, rimane per ora un'ipotesi lontana, un fantasma tra i tanti che popolano un panorama incerto, che giovedì comincerà a diradarsi, svelando il nome del primo ostacolo da superare in un marzo che sembra già arrivare.

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