Notre dame de Paris riparte da Milano e annuncia le date in Sicilia per il tour del 2026
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Redazione Cultura e Spettacolo
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È partita dal palco del Teatro Arcimboldi di Milano, con una serata di gala che ha visto sfilare sul red carpet numerosi volti noti del panorama artistico italiano, la nuova avventura italiana di “Notre Dame de Paris”, l’opera popolare moderna firmata da Riccardo Cocciante. Lo spettacolo, che si prepara a celebrare il quarto di secolo dalla sua prima messa in scena nel nostro paese, un traguardo che verrà ufficialmente festeggiato nel corso del 2027, ha ufficialmente aperto le danze di una tournée che si preannuncia imponente per numero di repliche e città coinvolte. La serata milanese, alla quale hanno preso parte tra gli altri il vincitore dell’ultima edizione del Festival di Sanremo, Sal Da Vinci, la conduttrice Antonella Clerici, Valeria Marini, Giulia Salemi, Nicola Savino e il pasticcere Ernst Knam, ha rappresentato non solo un momento di celebrazione, ma il vero e proprio segnale di partenza per un lungo viaggio che toccherà lo stivale da nord a sud, coinvolgendo anche la Sicilia con due prestigiosi appuntamenti.
Le tappe isolane, attesissime dal pubblico, sono state ufficialmente inserite nel calendario della produzione, andando a confermare un legame profondo tra l’opera e i suoi spettatori, un legame che negli anni ha superato ogni barriera geografica e generazionale. La prima città siciliana ad accogliere il capolavoro ispirato all’omonimo romanzo di Victor Hugo sarà Palermo, dove il Teatro di Verdura ospiterà lo spettacolo per due blocchi di rappresentazioni: il primo dal 24 al 30 agosto e il secondo, a seguire, dall’1 al 6 settembre. Un mese e mezzo più tardi, sarà la volta di Messina, con il Palarescifina che aprirà le sue porte dal 22 al 25 ottobre, consentendo così alla parte orientale dell’isola di immergersi nelle atmosfere gotiche e nelle storie passionali di Quasimodo, Esmeralda e gli altri personaggi scolpiti dalla penna di Hugo e resi immortali dalle melodie di Cocciante.
A rendere ancora più suggestivo questo ritorno in Italia, che dopo Milano toccherà Genova, Napoli, Bari, Firenze e Roma per concludersi il 6 gennaio 2027 nella capitale, è la coincidenza temporale con la rinascita della vera cattedrale parigina. Lo spettacolo, infatti, torna sui palchi a pochi mesi di distanza dalla riapertura al pubblico di Notre-Dame, la cui struttura era stata gravemente danneggiata dal rogo del 2019; una riapertura che ha restituito al mondo non solo un simbolo dell’architettura e della fede, ma anche lo scenario fisico e ideale attorno al quale ruota l’intera vicenda narrata. Per l’occasione, il cast di questa edizione 2026 potrà contare su interpreti di lungo corso, reduci di precedenti tournée e capaci di garantire quella potenza vocale e scenica che richiede una partitura complessa e stratificata come quella composta da Cocciante, che vede tra i suoi brani più iconici “Bella”, “Il tempo delle cattedrali” e “Vivere”.
Le parole dello stesso maestro, il quale ha espresso tutta la sua emozione nel ritrovarsi ancora una volta, a venticinque anni di distanza, a presentare al pubblico la sua creatura più celebre, riecheggiano nelle dichiarazioni rilasciate a margine della prima milanese, quando ha sottolineato come non si sarebbe mai aspettato di essere ancora qui, a emozionarsi e a far emozionare con quelle stesse note. La versione italiana dell’opera, che debuttò il 14 marzo del 2002 grazie alla produzione di David Zard e all’adattamento dei testi di Pasquale Panella, ha nel tempo collezionato numeri da capogiro: si parla di oltre 4,5 milioni di spettatori solo in Italia, 18 milioni nel mondo, 9 lingue in cui è stata tradotta e più di 5.650 spettacoli in 24 paesi, un successo che testimonia la capacità di quest’opera di parlare a un pubblico trasversale, toccando corde universali come l’amore, il rifiuto della diversità e la ricerca di giustizia.
Un cast di veterani e nuovi interpreti per le date di Palermo e Messina
La macchina produttiva, curata da Clemente Zard e distribuita da Vivo Concerti, ha confermato per le date siciliane e per l’intera tournée un cast di prim’ordine, nel quale spiccano i nomi di alcuni interpreti che hanno fatto la storia dello spettacolo in Italia. A vestire i panni dello sfortunato campanaro gobbo Quasimodo sarà Giò Di Tonno, una voce e una presenza scenica che da anni si identificano con quel personaggio tormentato e dolente. Al suo fianco, a dare vita alla gitana Esmeralda, troveremo Elhaida Dani, vincitrice della prima edizione di The Voice of Italy, mentre il ruolo dell’arcidiacono Frollo, diviso tra fede e peccaminosa ossessione, sarà interpretato da Vittorio Matteucci. Completano il quadro delle presenze fisse Graziano Galatone nei panni del capitano Febo e un cast di acrobati, ballerini e cantanti che daranno vita alla Corte dei Miracoli, restituendo tutta la spettacolarità di una regia che fonde danza classica e breakdance, canto lirico e sonorità popolari.
La rinascita di Notre-Dame e il messaggio senza tempo dell’opera
Non è un dettaglio di poco conto, in questo particolare momento storico, il fatto che il tour italiano prenda il via a così breve distanza dalla riapertura della cattedrale parigina; quell’evento ha riacceso i riflettori mondiali sul valore simbolico di un monumento che Victor Hugo contribuì a salvare dall’oblio proprio con il suo romanzo, e che oggi, dopo la distruzione e la successiva ricostruzione, torna a essere metafora di resistenza e rinascita. In questo senso, l’opera di Cocciante si carica di una valenza ulteriore, quasi a voler sottolineare come l’arte, in tutte le sue forme, possa contribuire a tenere viva la memoria collettiva e a costruire ponti tra epoche e culture diverse. Per il pubblico siciliano, l’appuntamento con Quasimodo e i suoi tormenti rappresenterà dunque non solo una serata di intrattenimento, ma un’occasione per riflettere su temi che, dalla Parigi medievale fino ai giorni nostri, continuano a interrogare la coscienza di ciascuno: l’emarginazione dei più deboli, la cecità del potere e la forza salvifica di un sentimento puro e incondizionato.




