Notre Dame de Paris torna in scena, Cocciante: "È lo specchio di chi si sente escluso"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Riccardo Cocciante, che l'anno prossimo compirà ottant'anni, parla di "miracolo" riferendosi al ritorno nei teatri italiani di "Notre Dame de Paris", l'opera popolare moderna più celebre al mondo, la cui prima nazionale risale al lontano 14 marzo del 2002. L'autore delle musiche, il quale ricorda di aver composto le note prima ancora che il progetto fosse definito, ammette con un sorridente stupore di non essersi aspettato un successo così duraturo, probabilmente alimentato da qualcosa che, nelle intenzioni e nella realizzazione, ha funzionato profondamente. Lo spettacolo, la cui nuova tournée partirà il 26 febbraio 2026 con un impressionante anticipo di oltre centoventimila biglietti venduti, si avvia a celebrare nel 2027 il suo venticinquesimo anniversario, un traguardo che l'artista spera di festeggiare proprio accompagnando nuovamente la sua creatura.

Il lungo cammino di un'opera che parla al presente

Firmato dalle musiche di Cocciante, dai testi originali di Luc Plamondon e dall'adattamento italiano curato da Pasquale Panella, il musical trae ispirazione dall'omonimo romanzo di Victor Hugo, riportando in vita, attraverso il linguaggio universale della musica, la drammatica storia d'amore tra la zingara Esmeralda e il gobbo Quasimodo sullo sfondo maestoso della cattedrale parigina. Ciò che l'autore sottolinea con forza, tuttavia, non è tanto la fedeltà alla trama ottocentesca, quanto la sorprendente attualità dei suoi temi fondanti, che hanno permesso all'opera di "resistere ai tempi". Cocciante, senza usare giri di parole, definisce infatti la storia come un potente racconto sulla diversità e sulla difficoltà di vivere quando non si è omologati, trasformandola in uno specchio fedele di chi, ancora oggi, si sente escluso o emarginato dal sociale.

Bergamo tra le tappe della celebrazione

Il percorso verso il quarto di secolo di vita in Italia sarà scandito da numerose tappe, tra le quali spicca quella di Bergamo, pronta ad accogliere lo spettacolo nella cornice della ChorusLife Arena per tre date, dal 9 all'11 ottobre del 2026. La scelta della città lombarda si inserisce in un itinerario più ampio, pensato per riportare il fenomeno culturale, capace di conquistare milioni di spettatori in due decenni, nei luoghi che ne hanno decretato il successo. Un ritorno che assume i contorni di una celebrazione collettiva, quasi un pellegrinaggio laico per coloro che, anni fa, ne furono travolti, e un'occasione di scoperta per un nuovo pubblico.

I temi eterni oltre la cronaca

Quando Cocciante cita, in maniera diretta, temi come l'immigrazione o la condizione dei clandestini, legandoli indissolubilmente al messaggio dell'opera, conferma come la potenza narrativa di Hugo abbia saputo intercettare questioni umane e sociali perenni. La riproposizione odierna, dunque, non è un semplice esercizio di nostalgia o una rievocazione fine a se stessa, ma piuttosto la riaffermazione di un racconto che continua a interrogare lo spettatore sul valore dell'inclusione e sulla percezione del "diverso". La longevità dello spettacolo, che pare ignorare il passare degli anni, si spiega proprio con questa capacità di parlare, con linguaggi artistici differenti, alle coscienze di ogni epoca, ponendo domande scomode e mostrando, senza veli, le contraddizioni delle comunità che si ergono a giudice.

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