Le keybox e la crisi abitativa: scoppia la protesta
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Redazione Interno
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Nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 dicembre, un gruppo di attivisti per il diritto alla casa ha preso di mira le keybox, le cassettine porta chiavi utilizzate dai proprietari di abitazioni per facilitare il check-in dei turisti. Le keybox, avvolte in nastro adesivo rosso con scritte come "Tu casa era mi casa" e "Rimozione forzata", sono diventate il bersaglio di una protesta che si è diffusa da Venezia a Milano, passando per Roma, Genova e Firenze.
Queste scatole, poste all'esterno degli appartamenti, permettono ai proprietari di gestire a distanza l'accesso alle case vacanze, ma sono ora al centro di un dibattito acceso sulla crisi abitativa e sugli affitti brevi. Gli attivisti sostengono che le keybox rappresentino un simbolo della mancanza di alloggi e dell'aumento degli affitti brevi, fenomeno che contribuisce a gonfiare la bolla immobiliare e a rendere sempre più difficile trovare una casa a prezzi accessibili.
Il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ha risposto alle proteste invitando i comitati a un confronto al ministero, dichiarandosi pronta a discutere soluzioni alternative. Santanchè ha sottolineato l'importanza di rispettare la normativa anti-terrorismo, chiarendo che la praticità delle keybox non deve andare a scapito della sicurezza.
Le azioni degli attivisti, che hanno coinvolto cinque città turistiche, mirano a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di affrontare la crisi abitativa e di trovare soluzioni che garantiscano un equilibrio tra il turismo e il diritto alla casa.




