Tragedia sulla Rivoltana a Caravaggio, schianto tra quattro auto: muoiono un papà di 38 anni e la nonna di 73, ferite due bambine di 5 e 6 anni
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Redazione Interno
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Il sole alto di domenica, l'asfalto del rettilineo e poi quel boato, un impatto talmente violento da risucchiare il silenzio della campagna e proiettarlo in una dimensione di lamiere contorte e disperazione. Sulla strada provinciale 185 Rivoltana, all’altezza del ristorante Podere Montizzolo nel territorio di Caravaggio, in provincia di Bergamo, pochi minuti dopo le 12.30 di ieri, 15 marzo, si è consumata una tragedia stradale che ha spezzato in due una famiglia e lasciato un segno indelebile in quanti si sono trovati a transitare da quelle parti. Quattro i veicoli coinvolti in una carambola furiosa, ma è una Citroen C5 a racchiudere il cuore del dramma: l’auto, sbalzata fuori strada, è finita rovesciata in un fosso che costeggia la carreggiata.
A bordo di quella vettura viaggiava un’intera famiglia originaria di Cernusco sul Naviglio, nel Milanese. Il conducente, un uomo di 38 anni, e la suocera, una donna di 73 anni, sono deceduti praticamente sul colpo. Con loro, la moglie e madre delle bambine, rimasta ferita ma le cui condizioni, così come è stato appurato nelle ore successive, non sarebbero critiche. E poi loro, due sorelline di 5 e 6 anni, estratte vive dalle lamiere di quell’abitacolo che per miracolo ha preservato le loro giovani vite, seppur ferite, e trasportate d’urgenza negli ospedali della zona. Un peluche, emerso tra i rottami, ha raccontato più di mille parole l’innocenza infranta in quel pomeriggio di marzo.
La dinamica e i soccorsi: un sorpasso all'origine della strage
Gli agenti della Polizia Stradale di Treviglio, supportati dai colleghi della squadra rilievi incidenti, hanno lavorato fino al calar del sole per ricostruire l’esatta dinamica del maxi-schianto, avvalendosi anche delle telecamere di sorveglianza del ristorante poco distante. Secondo una prima e convergente ricostruzione, l’inferno si sarebbe scatenato a causa di una manovra di sorpasso azzardata. Una Mercedes Classe A, condotta da una ventinovenne di Calvenzano, stava procedendo in direzione di Caravaggio. Davanti a lei, una Volkswagen Sharan con a bordo una coppia di origini marocchine e i loro tre figli, residenti nel Cremonese. Nel tentativo di superare il monovolume, la conducente della Mercedes avrebbe prima urtato la Volkswagen per poi imbattersi frontalmente nella Citroen C5 della famiglia di Cernusco, che sopraggiungeva nella direzione opposta, verso Mozzanica.
L’impatto frontale è stato di quelli che non lasciano scampo. La Citroen, violentemente centrata, è stata proiettata fuori dalla sede stradale, terminando la sua corsa nel fossato laterale e ribaltandosi. Nella carambola generale, anche la Volkswagen Sharan, dopo il primo contatto, ha perso il controllo, andando a colpire una quarta vettura, una Jeep condotta da un uomo di 74 anni di Fontanella. Un effetto domino che ha trasformato un rettilineo in un campo di battaglia. Il sistema di emergenza-urgenza si è attivato immediatamente: sul posto sono giunte quattro ambulanze, due automediche e due elisoccorsi, decollati da Bergamo e Bresso. I vigili del fuoco di Dalmine e Treviglio hanno lavorato per estrarre i corpi dalle lamiere, in particolare dalla Citroen accartocciata nel fosso, mentre l’aria era ancora satura dell’odore di carburante e polvere.
Il bilancio delle vittime e dei feriti
Il conto finale, purtroppo, è destinato a rimanere impresso nella cronaca della Bassa Bergamasca. Due i morti accertati: il trentottenne alla guida della Citroen e la donna di 73 anni, sua suocera. Otto i feriti, tra i quali, oltre alla mamma delle due bambine, ci sono gli occupanti delle altre vetture. Le due piccole, dopo essere state stabilizzate, sono state trasportate in ospedale – una al Papa Giovanni XXIII di Bergamo e l’altra ai Civili di Brescia – ma i medici, pur riscontrando ferite e un forte trauma, hanno escluso che fossero in pericolo di vita. La giovane conducente della Mercedes, la coppia marocchina con i figli e l’uomo alla guida della Jeep sono stati invece smistati tra gli ospedali di Treviglio e Bergamo, con codici di gravità differenti ma nessuno tale da far temere per la sopravvivenza. Per ore la provinciale è rimasta chiusa al traffico, deviato su percorsi secondari, mentre i mezzi di soccorso andavano e venivano in una processione silenziosa e affannata.




