I fratelli Menendez potranno chiedere la libertà condizionale dopo 35 anni di carcere
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Redazione Esteri
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Dopo oltre tre decenni trascorsi in prigione per l’omicidio dei genitori, commesso nel 1989 nella loro villa di Beverly Hills, Erik e Lyle Menendez hanno ottenuto una significativa riduzione della pena. Il giudice della Corte Superiore della contea di Los Angeles, Michael Jesic, ha modificato la condanna originaria – l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale – portandola a 50 anni di reclusione. Una decisione che, di fatto, apre ai due fratelli la strada per presentare domanda di rilascio anticipato, in virtù della legge californiana che prevede trattamenti speciali per i giovani autori di reati.
Avevano meno di 26 anni quando, nell’agosto del 1989, uccisero a colpi di fucile i genitori, Kitty e José Menendez, in quello che fu descritto come un delitto premeditato, ma la cui dinamica – tra possibili abusi familiari e moventi economici – è stata a lungo dibattuta. Il processo, uno dei più seguiti negli anni Novanta, divise l’opinione pubblica, con una difesa che cercò di dimostrare come i due avessero agito spinti da anni di violenze psicologiche e fisiche.
Negli ultimi mesi, il caso è tornato sotto i riflettori grazie alla serie Monsters: The Lyle and Erik Menendez Story, prodotta da Ryan Murphy per Netflix, che ha riacceso il dibattito sulla giustizia penale e sulle condanne per i minorenni o giovani adulti. Anche alcune celebrità, tra cui Kim Kardashian, si sono espresse a favore di una revisione della pena, sostenendo che "la vicenda sia più complessa di quanto appaia".




