I fratelli Menendez restano in carcere, negata la libertà vigilata anche a Lyle
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Redazione Esteri
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Dopo aver respinto la richiesta di Erik il giorno precedente, la Commissione per la libertà vigilata della California ha negato anche a Lyle Menendez la possibilità di accedere alla scarcerazione condizionale. I due fratelli, che hanno ormai scontato decenni di detenzione, rimarranno dunque in prigione, condannati all’ergastolo per l’uccisione dei loro genitori, José e Kitty Menendez, consumatasi nell’agosto del 1989 all’interno della loro lussuosa villa di Beverly Hills.
Le udienze, tenutesi in formato virtuale, hanno visto le contrapposte dichiarazioni dell’ufficio del procuratore distrettuale di Los Angeles – fermamente contrario a qualsiasi concessione – e quelle di Lyle Menendez stesso, il quale ha parlato in sua difesa. Ad aggiungere un ulteriore tassello alla complessa vicenda sono inoltre intervenuti alcuni familiari, considerati a loro volta vittime del crimine, i quali si sono espressi a sostegno della sua scarcerazione.
Il motivo del diniego, identico per entrambi i fratelli, risiede nella persistente “cattiva condotta” dimostrata durante il periodo di detenzione, un elemento che la commissione ha giudicato determinante nonostante Lyle sia stato recentemente descritto, da alcune fonti, come un “detenuto modello”. La natura specifica di tali violazioni disciplinari non è stata tuttavia resa pubblica nel dettaglio.




