A Schiavon si attende il Conclave, tra speranze e veleni
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Redazione Interno
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L’attesa per il Conclave, che si aprirà il 7 maggio, è palpabile in tutto il mondo, ma a Schiavon, il piccolo comune vicentino che ha dato i natali al cardinale Pietro Parolin, l’atmosfera è carica di un’emozione particolare. Ieri mattina, in municipio, si è tenuto un incontro tra l’amministrazione comunale e i rappresentanti della parrocchia per valutare eventuali iniziative da organizzare durante le giornate delle votazioni. L’ipotesi di un maxi-schermo per seguire le dirette televisive è stata però scartata. «Abbiamo deciso di non fare nulla, sia per scaramanzia sia per rispetto del cardinale e della sua famiglia, soprattutto in questi giorni in cui circolano voci infondate sul suo stato di salute», ha spiegato il sindaco Simone Dellai.
Parolin, considerato uno dei favoriti per la successione a papa Francesco, è al centro di una campagna di delegittimazione che sembra mirare a indebolirne la candidatura. Le critiche, oltre a riguardare presunti problemi fisici, si concentrano sul suo operato come segretario di Stato, in particolare sulla gestione degli accordi tra Santa Sede e Cina. Sebbene inizialmente si parlasse di un ampio sostegno tra i porporati – si stimava una cinquantina di voti a suo favore –, ora emergono divisioni, con alcuni cardinali che starebbero orientandosi verso altri nomi.




