Le borse iniziano novembre in rialzo, mentre lo spread tocca un nuovo minimo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I listini azionari hanno inaugurato il mese di novembre all'insegna del rialzo, un segnale che il rally, protrattosi per sette mesi, dei titoli azionari globali potrebbe non aver ancora esaurito la sua spinta propulsiva; un contesto, questo, alimentato da solidi utili nel comparto tecnologico e da un percepibile allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. L'indice MSCI mondiale, che rappresenta tutti i paesi, ha registrato un avanzamento per la settima volta in otto sedute, un dato che conferma il clima di generale ottimismo, il quale, peraltro, non si limita alle piazze finanziarie d'oltreoceano.

Il quadro contrastante in Europa e il caso di Piazza Affari

Oltreoceano, invece, le Borse europee hanno chiuso la prima seduta del mese con un andamento contrastante: Milano, nonostante tutto, ha guadagnato uno 0,1%, Francoforte ha registrato un più robusto +0,6%, mentre Parigi ha arretrato dello 0,1%. Gli investitori, che continuano a monitorare con attenzione i dati macroeconomici in arrivo dalle due sponde dell'Atlantico, hanno premiato alcuni titoli specifici del listino italiano. Su tutti, spicca il balzo di A2A, che ha chiuso le contrattazioni con un rimarchevole +7,2%, spinta dai giudizi positivi degli analisti; acquisti consistenti si sono concentrati anche su Leonardo e Italgas, contribuendo a sostenere l'indice milanese.

Il record storico del titolo A2A

Quello di A2A è stato un vero e proprio rally, che ha portato il titolo della multiutility, compartecipata dai Comuni di Brescia e di Milano, a chiudere a 2,708 euro per azione, un livello che non si vedeva da febbraio 2008, quando, per la precisione, il 29 di quel mese, la quotazione era di 2,68 euro. La performance, che segna un guadagno del 29,6% dall'inizio dell'anno, è stata sostenuta in maniera decisiva dalla promozione di Morgan Stanley, la quale ha elevato il giudizio a "Overweight" da "Equal Weight", accompagnando la revisione con un innalzamento del target price a 3,25 euro, ben al di sopra dei 2,55 euro precedentemente stimati.

Lo spread e il contesto finanziario

In questo panorama, si inserisce un ulteriore dato significativo: lo spread Btp-Bund, infatti, ha toccato un nuovo minimo dalla fine del 2010, un indicatore che riflette, al di là delle oscillazioni dei listini, un miglioramento della percezione del rischio Italia sui mercati internazionali. Questo contesto di generale favore, che unisce la forza degli utili tech alla distensione dei rapporti commerciali, sembra quindi offrire un terreno fertile per le Borse, le quali, nonostante le inevitabili giornate in chiaroscuro, mostrano una resilienza che pochi si aspettavano.

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