Mediobanca, Mps lavora alla nuova governance dopo il successo dell'opas

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’acquisizione del controllo di Mediobanca da parte del Monte dei Paschi di Siena, un’operazione finanziaria senza precedenti negli ultimi anni nel panorama creditizio italiano, è ormai un fatto compiuto. L’offerta pubblica di acquisto, condotta con gli advisor Jefferies, JP Morgan e Ubs, ha permesso all’istituto guidato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio di raggiungere – e superare – la soglia simbolica del 62,3% del capitale di Piazzetta Cuccia. Un traguardo che, come è noto, non rappresenta un punto di arrivo bensì un nuovo inizio, poiché la riapertura dei termini la prossima settimana potrebbe spingere la quota posseduta da Siena oltre il 66,7%, consolidando ulteriormente una posizione già di assoluto predominio.

Proprio per questo, mentre i mercati registrano il rialzo dei titoli di entrambe le banche, il cantiere Mps è già al lavoro per definire l’architettura di governance della nuova controllata. La costruzione del futuro board di Mediobanca, a partire dalla cruciale scelta del chief executive officer, rappresenta il prossimo passo obbligato di un disegno industriale che mira a ridisegnare gli equilibri del settore. Un percorso che procede senza intoppi, almeno sul fronte giudiziario, dopo che il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva cautelare presentata da Bluebell Partners, la società di consulenza guidata da Giuseppe Bivona.

La controversia, che aveva come oggetto la delibera Consob con cui era stato autorizzato l’aumento di capitale di Mps – operazione propedeutica al lancio dell’opas –, si è dunque risolta, in questa fase, a favore della banca senese. Bluebell contestava all’autorità di vigilanza di aver concesso l’esenzione dalla pubblicazione di un prospetto informativo completo, richiedendo invece un “documento di esenzione” che, secondo l’attore, non avrebbe offerto un’informativa sufficiente, specialmente in merito ai rischi dell’operazione e dell’emittente. Una tesi che il tribunale amministrativo non ha ritenuto di dover accogliere in via d’urgenza.

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