Il Natale resiste alla crisi: spesa in crescita e corsa ai prodotti tipici per la tavola
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Redazione Economia
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Nonostante l'incertezza dei tempi, che pure fanno sentire il loro peso su bilanci familiari già provati, il periodo natalizio si conferma un momento di vitalità per i consumi, dimostrando come alle tradizioni più radicate, specie quelle legate alla convivialità, non si rinunci. A dicembre, infatti, la spesa delle famiglie in una regione come l'Emilia-Romagna è destinata a sfiorare la considerevole cifra di 2 miliardi e 300 milioni di euro, un flusso economico che traina l'intero settore del commercio al dettaglio. Secondo i dati diffusi dall'ufficio studi di Confartigianato, le vendite nel mese festivo registrano un incremento del 28,8% se paragonate alla media degli altri mesi, un balzo significativo che sottolinea la persistente centralità di questa ricorrenza nel calendario degli acquisti.
Il ruolo cruciale dell'artigianato di prossimità
Di questa domanda festiva, che complessivamente ammonta a 580 milioni di euro soltanto per i territori di Modena e Reggio Emilia, una parte rilevante è intercettabile da quelle realtà imprenditoriali che fondano il proprio valore sulla prossimità e sulla qualità riconoscibile. La stima, che riguarda una platea di settemila imprese artigiane, copre una gamma vastissima di prodotti: dagli alimentari e le bevande, che la fanno da padrone, fino all'abbigliamento, alla gioielleria, alla cristalleria e agli articoli per la casa, senza trascurare i libri, i giochi e i trattamenti benessere. È proprio qui, in questo segmento, che l'attenzione per il prodotto locale e la lavorazione curata diventano fattori decisivi, permettendo a molte piccole attività di beneficiare di una domanda che, pur nella sua volatilità stagionale, rappresenta un appuntamento irrinunciabile per i bilanci annuali.
I mercati di Sassari e Cagliari: identità e previsioni di spesa
La corsa agli acquisti, del resto, è già iniziata nei mercati storici, come quello civico di Sassari, dove l'atmosfera si fa vivace in vista dell'allestimento dei grandi banchetti. Qui i prezzi dei prodotti cardine della tradizione sarda iniziano a delineare l'impegno economico delle famiglie: l'agnello, considerato il re indiscusso del pranzo natalizio nell'isola, oscilla tra i 14 e i 15 euro al chilo, mentre il maialetto si attesta intorno ai 18. "Conviene acquistarlo adesso", avverte però il macellaio Roberto Loriga, anticipando che nei giorni immediatamente precedenti alle feste i listini sono destinati a salire. Fra le richieste che non tramontano, vanno a ruba le testine d'agnello e la coratella, specialità particolarmente amate, come spiega il collega Giovanni Sechi, dai palati dei sassaresi più tradizionalisti.
Un menù tra terra e mare, all'insegna dell'autenticità
Scendendo a Cagliari, nel mercato civico della capitale, la preparazione del pranzo di Natale si declina invece in un'offerta ancor più ampia, capace di accontentare sia gli amanti della carne che quelli del pesce. Il menù, pensato nel segno di una forte identità gastronomica, promette un vero tripudio di sapori: si parte dagli antipasti e dai primi piatti, dove spiccano i culurgionis e i ravioli di ricotta, spesso accompagnati da un sugo al basilico, o i sostanziosi malloreddus alla campidanese. Per i secondi, l'alternativa è tra la carne arrosto, con maialetto e agnello in primo piano, e i frutti del mare più pregiati, come l'astice, l'aragosta, i gamberoni e le ostriche, che garantiscono alla tavola imbandita un tocco di mare e di raffinatezza. Una varietà, questa, che riflette non solo la ricchezza della produzione locale ma anche la volontà di celebrare, nonostante tutto, la festa con quanto di meglio il territorio possa offrire.




