Stellantis lancia il nuovo motore Turbo 100 per dimenticare il Puretech: quanto cambia davvero?
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Redazione Economia
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Il rombo sofferto ma onnipresente del 1.2 PureTech, quell’unità a tre cilindri ereditata dal vecchio gruppo Peugeot-Citroën e diventata negli anni un vero e proprio caso industriale tra richiami in officina e critiche sulla durata della cinghia a bagno d’olio, non si spegnerà del tutto. Anzi: contrariamente a quanto circolato fino a pochi giorni fa – lo stesso SICURAUTO.it ne aveva dato conto a marzo ipotizzando un pensionamento anticipato – Stellantis ha scelto una strada più pragmatica, quella dell’adattamento allo standard Euro 7 per il vecchio PureTech, in parallelo alla sopravvivenza del FireFly targato Fiat. Eppure, in questo contesto di transizione tecnologica annunciata, il colosso italo-francese ha appena alzato il velo su una novità destinata a riscrivere le gerarchie interne: il nuovo motore Turbo 100, una benzina di terza generazione che puntouto sull’affidabilità e sull’efficienza.
Una terza generazione per voltare pagina
L’arrivo del Turbo 100 non è un semplice aggiornamento di fine ciclo, bensì un cambio di filosofia progettuale. Dove il PureTech aveva mostrato i suoi limiti – soprattutto nella gestione della distribuzione e nella resistenza ai biocarburanti – la nuova unità si presenta con un impianto reinterpretato, sebbene i tecnici del gruppo evitino di menzionare esplicitamente il “passato che brucia”. Il dato politico-industriale, però, rimane inequivocabile: il PureTech non andrà in pensione. Lo rivela l’autorevole sito francese Caradisiac, citando fonti interne all’azienda, secondo cui l’unità EB2 Gen3 sarà resa compatibile con i futuri limiti emissivi e continuerà a essere utilizzata anche dopo il 2027. Una lunga convivenza, quella tra i PureTech e i FireFly, che il gruppo gestirà in base alle capacità produttive e alle omologazioni.
Il dossier Cassino e il nodo delle piattaforme premium
Proprio mentre il dibattito tecnico si infiamma, il coordinamento nazionale Fim-Cisl di Stellantis Cassino ha messo nero su bianco alcune richieste precise: Piedimonte va confermato come sito premium. Nel mirino del sindacato c’è la definizione di tempi ravvicinati per i lanci produttivi – più volte comunicati anche in sede ministeriale – e la conferma della produzione della Maserati Grecale, sia nell’attuale versione che in quella futura su nuova piattaforma large, predisponendola sia con motorizzazioni elettriche sia con quelle ibride. Ma il vero banco di prova riguarda le due future Alfa Romeo, Stelvio e Giulia, attese sia elettriche che ibride: lanci a oggi più volte rinviati o sospesi.
Quanto cambia davvero con il Turbo 100
Chi si aspetterebbe una rivoluzione dai numeri eclatanti rimarrà probabilmente deluso. Il nuovo motore non stravolge i parametri di potenza specifica, ma interviene laddove il PureTech aveva creato più malcontento: la catena di distribuzione, la lubrificazione a pressione variabile e un sistema di trattamento dei gas di scarico studiato per ottemperare all’Euro 7 senza bisogno di costosi filtri aggiuntivi. In pratica, Stellantis ha preso le critiche – quelle che arrivano dai meccanici indipendenti, ma anche dai fleet manager costretti a sostituire cinghie dopo pochi decine di migliaia di chilometri – e le ha trasformate in una check-list progettuale. Il Turbo 100, quindi, non cancella il PureTech dalla memoria collettiva, ma gli affianca una sorella più robusta, lasciando al mercato il compito di scegliere. E, per chi si chiedesse se il vecchio 1.2 sarà eliminato dagli stabilimenti, la risposta è negativa: l’adattamento all’Euro 7 ne garantisce la sopravvivenza, mentre il FireFly continuerà a muoversi su altri segmenti.




