Lancia Ypsilon Turbo 100, l’operazione nostalgia costa (meno) 22.200 euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Milano, durante la Design Week che trasforma ogni angolo di Brera in una vetrina patinata, ha fatto da sfondo a un’operazione di mercato che sa quasi di provocazione. Mentre l’industria corre verso la complessità delle elettroniche e dei cambi robotizzati, Lancia ha scelto di riportare la fisicità del palleggio tra le dita, presentando la Ypsilon Turbo 100. È la variante a benzina pura, priva di elettrificazione, che affida tutto il carattere a un tre cilindri 1.2 litri da 100 CV e a una leva del cambio a sei marce che spunta dal tunnel centrale, divorando – lo notano subito i puristi – quel tavolino multifunzione che tanto piaceva negli allestimenti più salottieri della Cassina.

A conti fatti, e parliamo di conti molto terreni, questa mossa del marchio torinese (ora saldamente nel perimetro Stellantis) insegue un obiettivo chiaro: abbassare il muro d’ingresso. Se la versione ibrida parte da cifre più impegnative, la Turbo 100 si presenta con un listino che toglie il fiato ai revisori dei conti: 22.200 euro chiavi in mano, esattamente 3.000 euro in meno rispetto alla sorella con il cambio automatico. Una forbice che diventa abisso se si guarda alle promo di lancio legate ai finanziamenti Stellantis Financial Services, dove la soglia d’accesso scende a 15.950 euro con rate da 99 euro, un’operazione che sa tanto di assalto alla clientela più tradizionalista.

Il ritorno al comando: meno tecnologia, più controllo

Sotto il cofano batte un cuore noto ma rivisto: il 1.2 turbo a ciclo Miller abbandona la cinghia a bagno d’olio (un dettaglio non secondario per chi temeva i vecchi problemi di affidabilità) e adotta la distribuzione a catena. La coppia massima di 205 Nm arriva già a 1.750 giri, grazie a un turbocompressore a geometria variabile che rende la ripresa reattiva nel traffico milanese così come nelle code del Grande Raccordo Anulare. Si perdono le modalità di guida selezionabili e, tecnicamente, la guida autonoma di livello 2, ma si guadagna la leggerezza di un’auto che pesa meno e risponde con prontezza: lo 0-100 km/h è coperto in 10,2 secondi, con una velocità di punta di 194 km/h, mentre i consumi dichiarati si attestano su una media di 5,2-5,4 l/100km.

La gamma si articola su tre allestimenti per non tradire le abitudini dei fedelissimi. Si parte dalla Ypsilon “base” (22.200 euro), che già monta cerchi da 16 pollici e i fari full LED; si sale poi alla LX (25.200 euro) che introduce i sedili in velluto riciclato e i sensori di parcheggio; e infine alla HF Line (stessa cifra, 25.200 euro), che gioca la carta dello stile sportivo con dettagli dedicati che strizzano l’occhio alla futura HF da 280 CV, pur mantenendo il cuore tranquillo da 100 cavalli.

Milano fa da cornice a una strategia multi-energia

L’uscita di questa versione non è casuale, né si limita a un esercizio di stile. Con la Turbo 100, Lancia completa il quadro delle motorizzazioni della nuova Ypsilon, affiancando la 100% elettrica e la mild-hybrid. La presentazione nella settimana del design è un segnale: la Casa punta a intercettare il cliente “analogico” che non vuole rinunciare all’estetica curata del modello, ma non è disposto a pagare il sovrapprezzo per la complessità meccanica dell’ibrido o per l’ansia dell’autonomia della termica. Le concessionarie italiane inizieranno a vederla dal 10 maggio, e per Lancia si tratta di un test cruciale per capire quanto il mercato sia ancora disposto a premiare la semplicità.

La Gamma all’orizzonte: cosa bolle in pentola per il futuro

Mentre i riflettori sono puntati sulla nuova arrivata, la casa automobilistica ha lasciato cadere indiscrezioni consistenti sul prossimo passo. Nel corso della stessa presentazione milanese, i vertici del marchio hanno ribadito che il rilancio non si ferma qui: entro la seconda metà dell’anno è atteso il battesimo della nuova Lancia Gamma. L’ammiraglia, destinata a essere prodotta nello stabilimento di Melfi come da strategia industriale del gruppo, sarà un’auto dal carattere completamente diverso. Dovrebbe debuttare ufficialmente al Salone dell’Auto di Parigi nell’ottobre del 2026, andando a presidiare il segmento D con una lunghezza vicina ai 4,7 metri e un’architettura che, al contrario della piccola Ypsilon, sarà spiccatamente multi-energia fin dall’esordio, spaziando dall’elettrico alle ibride plug-in.

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