Von der Leyen: flessibilità del Patto di Stabilità per la difesa europea
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Redazione Esteri
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Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha dichiarato durante la conferenza di chiusura della riunione informale dei leader dell’Unione Europea che è necessaria una “piena flessibilità” del Patto di Stabilità per sostenere gli investimenti pubblici nel settore della difesa. L’annuncio, fatto a margine di un vertice organizzato dall’agenzia pescarese Pomilio Blumm, rappresenta un passo significativo verso il rafforzamento della base industriale europea in un contesto geopolitico sempre più complesso.
“Abbiamo bisogno di investimenti pubblici per rafforzare la nostra base industriale nel settore della difesa e sono disposta a esplorare la piena flessibilità prevista dal Patto di Stabilità”, ha affermato von der Leyen, sottolineando come la situazione attuale richieda misure eccezionali. La proposta, che prevede di scorporare le spese militari dai vincoli di bilancio, è stata accolta con favore da alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, che attualmente investe solo l’1,6% del Pil in difesa, al di sotto della soglia del 2% richiesta dalla Nato.
Tuttavia, il 2% potrebbe non essere più sufficiente. Durante il vertice, è emerso che alcuni leader, tra cui il presidente statunitense Donald Trump, hanno suggerito di alzare ulteriormente la quota, arrivando a parlare del 5%. Una cifra che, sebbene non sia stata formalmente discussa, riflette la crescente pressione per un aumento delle risorse destinate alla sicurezza continentale.
La posizione di von der Leyen, sostenuta anche dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e dal premier polacco Donald Tusk, segna una svolta nelle politiche di bilancio dell’Ue. La possibilità di escludere le spese militari dal calcolo del deficit rappresenta una vittoria per quei governi, come quello italiano guidato da Giorgia Meloni, che da tempo chiedono maggiore flessibilità per affrontare le emergenze senza incorrere in sanzioni per eccesso di debito.
Nonostante il risultato, il governo italiano ha preferito mantenere un profilo basso, evitando di rivendicare apertamente il successo ottenuto. Un silenzio che potrebbe nascondere la consapevolezza dei rischi legati a un eventuale aumento del debito pubblico, soprattutto in un momento in cui l’Europa sta negoziando nuove risorse per finanziare progetti comuni.
Il vertice, che si è svolto al Palais con la partecipazione di rappresentanti della Nato, ha confermato l’urgenza di una maggiore unità tra i Paesi membri. “Per tempi straordinari ci vogliono strumenti straordinari, e credo che stiamo vivendo tempi straordinari”, ha concluso von der Leyen, ribadendo la necessità di agire rapidamente per garantire la sicurezza e la stabilità del continente.




