Natale 2025, i vescovi italiani presiedono le liturgie tra cattedrali e periferie
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Redazione Interno
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Mentre l'Avvento, tempo di attesa e preparazione, volge ormai al termine, le diocesi italiane si apprestano a vivere le solenni celebrazioni per la nascita di Gesù, quelle che, come ogni anno, vedono i pastori delle Chiese locali guidare i fedeli nella preghiera. Le liturgie, che si articolano tra la Vigilia e il giorno di Natale, trovano il loro centro naturale nelle cattedrali, simbolo dell'unità della comunità diocesana, ma non disdegnano, in uno spirito di prossimità, luoghi altri e significativi. A Cremona, dove il vescovo Antonio Napolioni guiderà i riti nel duomo cittadino, le celebrazioni assumono un significato ulteriore poiché si collocano nel contesto della conclusione del Giubileo indetto per il 2025, un anno speciale di grazia e di perdono che sta per chiudersi. La Messa della Notte, in programma alle 24 di mercoledì 24 dicembre, darà il via ai festeggiamenti, cui seguirà, la mattina del 25 alle 11, il solenne Pontificale presieduto da monsignor Napolioni, il quale, in quella stessa giornata, volgerà la sua attenzione anche verso chi è ai margini, celebrando per i detenuti nel carcere di Borgo San Nicola.
Le celebrazioni di fine Giubileo a Bologna
A Bologna, le liturgie natalizie si intrecciano strettamente con la chiusura del percorso giubilare in diocesi, un momento che sarà sancito domenica 28 dicembre, alle 16.30, nella basilica di San Petronio. In quella circostanza, sarà l'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta a presiedere la funzione, che rappresenterà il culmine di un itinerario spirituale durato dodici mesi. Prima di quel momento, però, l'attenzione si concentrerà sul Natale, con l'arcivescovo che, in cattedrale, guiderà i fedeli nella contemplazione del mistero dell'Incarnazione, scandendo con la sua presenza i momenti più alti della liturgia.
La Vigilia di Natale nella stazione alta velocità
Un appuntamento particolarmente atteso, sempre nel capoluogo emiliano, è quello di mercoledì 24 dicembre alle 21, nella hall alta velocità della Stazione Centrale. Lì, sarà il cardinale arcivescovo Matteo Zuppi a presiedere la liturgia della Vigilia di Natale, un evento promosso da una rete di associazioni e realtà caritative – tra cui la Comunità di Sant’Egidio, la Caritas diocesana, il Centro Astalli e la Cooperativa Sociale DoMani – che da anni scelgono luoghi di passaggio e di incontro per celebrare la vicinanza del Dio che si fa uomo. Una scelta, questa, che intende portare il messaggio della Natività proprio laddove le persone transitano, spesso cariche di preoccupazioni o nella fretta del viaggio, offrendo un momento di sosta e di riflessione. Successivamente, lo stesso cardinale Zuppi si recherà nella cattedrale di San Pietro per la tradizionale Messa della Notte, che inizierà alle 23, preceduta, a partire dalle 22.30, da un momento di canti e preghiere in attesa della mezzanotte.
Tra cattedrali e luoghi di fragilità
Il quadro che emerge, pertanto, è quello di una Chiesa che celebra la festività nei suoi luoghi storici e monumentali, ma che allo stesso tempo sente l'impellente necessità di uscire, di raggiungere le periferie esistenziali e geografiche. Le carceri, come nel caso di Cremona, e gli snodi ferroviari affollati, come a Bologna, diventano così altari supplementari, spazi consacrati dalla preghiera e dall'invito universale alla gioia che il Natale rappresenta. I pastori, dai vescovi ai cardinali, scandiscono questo doppio binario, officiando sia i Pontificali solenni sia le liturgie per chi vive condizioni di difficoltà, in una continuità di intenti che unisce il centro della diocesi alle sue estremità più sofferenti. Non si tratta di una novità assoluta, certo, ma di una tradizione che si rinnova, mostrando come la festa del Dio che nasce in una mangiatoia continui a parlare, in modo particolare, a quanti si trovano in situazioni di precarietà e di attesa.




