Stefani presenta la giunta: a Gerosa la sanità, priorità a scuola e lavoro
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Redazione Interno
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Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha ufficializzato la sua squadra di governo in un passaggio di consegne che ha riservato una scelta significativa per il settore più delicato. La delega alla Sanità, universalmente considerata la più complessa e strategica, è stata affidata a un profilo tecnico di altissimo livello: Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama internazionale e direttore dell’unità operativa complessa all’Azienda ospedaliera di Padova. Questa nomina, che punta a coniugare la competenza scientifica con la gestione politica, segna un tentativo di affrontare le criticità del sistema con un approccio fondato sull’evidenza clinica e sulla lunga esperienza accademica del nuovo assessore. Stefani, nel corso della presentazione, ha posto l’accento anche su un altro pilastro del suo programma, sottolineando con decisione come sia “fondamentale mettere insieme anche il mondo dell’impresa con il mondo della formazione del lavoro”, un obiettivo che richiederà, a suo dire, una sinergia continua tra gli assessorati, coordinata in prima persona.
Il tecnico al posto di comando
La scelta di Gerosa, la cui reputazione nel campo della chirurgia cardiaca è costruita su una carriera costellata di primati e riconoscimenti, rappresenta una netta discontinuità rispetto a logiche puramente politiche. Il professor Gerosa, che ha alle spalle anche un percorso formativo inaspettato – inclusa la frequenza a una scuola militare – è noto nel suo ambiente per un’intelligenza vivace e una capacità di apprendimento fuori dal comune, tanto che i colleghi ne ammiravano la facilità con cui affrontava gli studi. La sua vita professionale, del resto, non è stata una linea retta ma un susseguirsi di eventi e coincidenze che l’hanno portato a ricoprire un ruolo di tale responsabilità. L’amministrazione regionale affida quindi le sorti di un servizio essenziale a un luminare della medicina, nella speranza che il suo sguardo da tecnico possa introdurre innovazione ed efficienza in un comparto spesso sotto pressione.
Il nodo formazione-lavoro
Parallelamente alla sanità, Stefani ha indicato con chiarezza un altro fronte prioritario, quello del raccordo tra istruzione e fabbisogni produttivi del territorio. La sua visione, infatti, non si limita alla semplice gestione ordinaria ma punta a costruire un ponte stabile tra i banchi di scuola e le linee di produzione. “C’è bisogno”, ha spiegato il presidente, “di una sinergia tra i vari assessorati che io garantirò in prima persona e che soprattutto terrà conto dell’importanza strategica di rafforzare gli istituti professionali, gli istituti tecnici e di metterli in connessione sempre di più con il mondo dell’impresa”. Si tratta di un disegno che intende valorizzare quelle filiere di istruzione tecnica e professionale, spesso considerate di serie B, trasformandole invece in canali privilegiati per l’ingresso nel mercato del lavoro, rispondendo così alle concrete esigenze delle aziende venete, molte delle quali faticano a trovare personale specializzato.
Una giunta con i sindaci
La composizione dell’esecutivo regionale, che Stefani ha definito “a trazione padovana”, mostra una precisa volontà di coinvolgere nella macchina amministrativa figure radicate sul territorio, premiando in particolare l’esperienza di primo piano dei sindaci. Questa scelta riflette l’intenzione di costruire un governo con un forte legame con le realtà locali, in grado di recepire le esigenze che arrivano dai Comuni e di tradurle in politiche coerenti. L’inserimento di sindaci in giunta, d’altronde, garantisce quella conoscenza diretta delle problematiche quotidiane dei cittadini che spesso sfugge a una visione puramente centralista. La presenza di Gerosa, in questo contesto, funge da elemento di equilibrio, portando al tavolo una competenza verticale e specialistica che si affianca alla rappresentanza politica territoriale.




