Ranieri lascia la Roma, la resa dei conti con Gasperini costa la poltrona al senior advisor
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Redazione Sport
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La breve era di Claudio Ranieri a Trigoria, quella vissuta nei panni (insoliti per lui) di dirigente, si è chiusa prima ancora di aver compiuto un anno. Le voci che si rincorrevano da giorni, alimentate da un clima ormai irrespirabile all'interno del club, hanno trovato una drammatica confera nella serata di ieri: i Friedkin hanno deciso di interrompere il rapporto con il proprio senior advisor, spianando la strada a Gian Piero Gasperini che – di fatto – esce da questa guerra intestina con pieni poteri e una posizione di forza quasi assoluta. L’ufficialità, attesa da ore per una questione di limature legali e traduzioni – visto che la proprietà è rimasta in contatto da remoto dagli Stati Uniti – è arrivata con una nota secca che sancisce il divorzio a sole cinque giornate dal termine del campionato. Nonostante le rassicurazioni pubbliche della settimana scorsa, dove si parlava di una “guida fidata” su cui contare, l’evaporazione del progetto è stata tanto rapida quanto inevitabile: una storia iniziata a giugno con la nomina di Ranieri a consulente personale della famiglia Friedkin è già giunta al capolinea.
La congiura del silenzio, quando le parole della vigilia diventano macigni
La miccia che ha fatto esplodere il polverone è stata accesa durante l’intervista rilasciata prima della gara con il Pisa. Ranieri, con quella schiettezza che gli appartiene, rivelò che Gasperini era stato sostanzialmente la “quarta scelta” per la panchina dopo una serie di rifiuti, difendendo al contempo le proprie competenze sul mercato e la gestione dello staff. Una dichiarazione che il diretto interessato non ha mai digerito: Gasperini ha risposto a muso duro, definendo quelle parole un “teatrino” indegno per i tifosi, negando ufficialmente gli screzi ma incidendo un solco profondissimo nel rapporto umano e professionale tra i due. A rendere il terreno incandescente, nei dieci mesi di convivenza forzata, ci hanno pensato le divergenze su ogni tema pratico: la composizione dello staff medico, i fisioterapisti e persino la gestione delle comunicazioni ufficiali. Ogni scelta diventava un test di fedeltà, con il club diviso tra i fedelissimi di Sir Claudio e gli uomini del nuovo corso voluto da Gasp.
L’effetto domino, da Massara allo staff tecnico si spazzola via tutto
Naturalmente le ripercussioni di questa resa dei conti non si fermano alla poltrona di Ranieri. Come spesso accade in queste operazioni di “pulizia” a fine mandato, a cascata verrà spazzato via gran parte dell’entourage che faceva capo all’ex tecnico. Il direttore sportivo Frederic Massara, legato a doppio filo con Ranieri, appare ormai in piena uscita nonostante un contratto lungo fino al 2028. Al suo posto, per assecondare le richieste di Gasperini, si scalda Cristiano Giuntoli – che attende paziente a bordo campo – o alternativamente profili come D’Amico o Sogliano. Pure lo staff che si occupava dei recuperi infortuni, oggetto di continue frizioni con Gasperini per alcune gestioni ritenute troppo morbide (si pensi ai casi specifici di certi giocatori chiave), verrà smantellato. Ranieri, che nel corso della sua carriera a Roma ha recitato tre parti diverse (da calciatore, tre volte da allenatore e una da dirigente), ha dovuto infine prendere atto che in questa gerarchia il suo peso specifico contava ormai meno di zero.
L’addio formale, tra avvocati e comunicati in attesa della svolta estiva
Ieri pomeriggio, dopo il faccia a faccia con i rappresentanti della proprietà (con Ed Shipley, uomo di fiducia dei Friedkin, a fare da trait d’union nervoso), Ranieri ha lasciato il centro sportivo senza rilasciare dichiarazioni. Gli avvocati sono al lavoro per definire gli aspetti economici della separazione – parliamo di un contratto da circa un milione e mezzo di euro che scadeva nel 2027 – e per limare la formula dell’addio che eviti imbarazzi pubblici. Se da una parte c’è chi sperava in un semplice slittamento del ruolo o in un “cambio di funzione” per non bruciare il legame iconico che unisce il tecnino di Testaccio alla piazza, la proprietà ha invece scelto la linea della decisione netta per salvare il progetto tecnico. Ora, l’attenzione si sposta sul campo: nelle prossime partite Gasperini sarà l’unico vero padrone di Trigoria, almeno fino a quando i risultati non chiederanno il conto anche a lui.




