Maternità surrogata reato universale, approvata la legge in Senato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il Senato ha approvato, con 84 voti favorevoli e 58 contrari, il disegno di legge che rende la maternità surrogata un reato universale. Questo provvedimento, già approvato dalla Camera, vieta agli italiani di praticare la gestazione per altri non solo nel territorio nazionale, dove è già illegale, ma anche all'estero, negli Stati in cui la pratica è consentita. La decisione ha suscitato un acceso dibattito tra i senatori, con interventi particolarmente animati da parte di esponenti del Movimento 5 Stelle e di Fratelli d'Italia.
Durante la discussione, la senatrice del Movimento 5 Stelle, Elisa Pirro, ha espresso con veemenza la sua opposizione alla legge, affermando che il provvedimento rappresenta una forma di "comunismo degli organi". Pirro ha sottolineato che, mentre è possibile donare un rene, non è consentito prestare l'utero, rivendicando il diritto delle donne di disporre liberamente del proprio corpo. Le sue parole hanno generato una vivace reazione da parte del senatore di Fratelli d'Italia, Luca De Carlo, che ha difeso la necessità della legge per proteggere i diritti dei bambini nati attraverso la gestazione per altri.
La legge, che ha visto la luce dopo un lungo iter parlamentare, è stata accolta con favore da alcuni settori della politica italiana, che vedono in essa un passo avanti nella tutela dei diritti dei minori e nella lotta contro lo sfruttamento delle donne. Tuttavia, non sono mancate le critiche, soprattutto da parte di chi ritiene che il provvedimento limiti la libertà individuale e rappresenti un attacco alla scienza e ai diritti delle persone LGBT.
Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle, del Partito Democratico e dei Verdi hanno organizzato un flashmob al Parlamento europeo per protestare contro l'approvazione della legge, mostrando cartelli contro il provvedimento.




