Maternità surrogata, approvata la legge che la rende reato universale
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Redazione Interno
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Il Senato ha approvato in via definitiva la legge che rende la maternità surrogata un reato universale. Tuttavia, il dibattito parlamentare non ha affrontato né la questione della maternità né quella della surrogazione. La discussione si è svolta secondo le regole del moderno tafferuglio digitale: per la sinistra, quelli di destra sono oscurantisti medievali; per la destra, quelli di sinistra sono osceni mercanti di bambini. La questione, invece, è di una tale enormità, con implicazioni etiche profonde e rivoluzionarie, che ridurla a uno scontro ideologico è una profanazione dell’intelligenza umana.
Lia Giartosio Goretti, 18 anni, nata da maternità surrogata, ha dichiarato che questa legge rappresenta l'ennesima discriminazione. Lia, che studia filosofia, ha espresso il suo disappunto per la mancanza di ragionamenti critici nel dibattito. La legge prevede che registrare in Italia un bambino nato grazie alla gestazione per altri (GPA) equivale ad autodenunciarsi. Il genitore biologico e il genitore che vuole adottarlo rischiano il carcere fino a due anni e multe che possono arrivare al milione di euro. La denuncia può scattare anche prima, quando vengono richiesti i documenti consolari per l’ingresso nel Paese.
Carolina Varchi, parlamentare di Fratelli d'Italia e promotrice della legge, ha dichiarato che l'obiettivo è impedire che i bambini vengano comprati con accordi commerciali. La legge è stata approvata definitivamente mercoledì sera.




