Il venerdì di Barcellona regala sorprese italiane e conferme Mercedes, tra esordi e tempi record

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel weekend del Gran Premio di Barcellona-Catalogna, settimo appuntamento di questo mondiale di Formula 1 che ormai vede la monoposto di nuova generazione affrontare tracciati molto diversi tra loro, la prima giornata di prove libere ha offerto uno spaccato interessante delle forze in campo, arricchito dall'obbligo regolamentare – quello che impone a ogni team di far salire in cabina di pilotaggio un esordiente in almeno quattro occasioni durante l'anno – di lasciare spazio ai cosiddetti rookie.

Così, se da un lato la McLaren ha mostrato i muscoli con Lando Norris, capace di siglare il miglior crono nella sessione pomeridiana (un 1:15.426 che profuma già di potenziale pole), dall'altro il fondale della pista catalana è stato teatro di esordi e passaggi di testimone più o meno metaforici.

La Mercedes, reduce da un inizio di campionato quasi perfetto guidato dal suo giovane fenomeno, ha infatti deciso di concedere la W17 al danese Frederik Vesti nella prima ora di attività, un’opportunità che il terzo pilota ha sfruttato per confrontare i dati del simulatore con il comportamento reale della vettura sul circuito di Montmelò.

Vesti e la staffetta con Antonelli, il danese prende confidenza con la W17

Sceso dalla monoposto per ottemperare agli obblighi di crescita dei giovani talenti del vivaio Mercedes, Andrea Kimi Antonelli – che pure si è mascherato da “uomo ragno” a bordo pista – ha lasciato quindi il volante a Vesti, il quale, al contrario di quanto accaduto ad altri rookie, ha potuto contare su una vettura che è attualmente il riferimento del campionato.

Il danese, che lavora a Brackley da cinque anni e conosce la W17 principalmente attraverso la realtà virtuale, ha ammesso di aver trovato “alcune sorprese positive in termini di prestazione” oltre ad aspetti su cui “possiamo migliorare la nostra correlazione”. Il suo programma, pur alterato da una frenata che ne ha modificato l'utilizzo delle mescole (costringendolo a passare prima del previsto alle gomme morbide), è servito per raccogliere dati preziosi, anche se Vesti non ha potuto sfruttare le migliori condizioni dell'asfalto nei run di basso carico di benzina.

Leonardo Fornaroli stupisce al debutto, quinto tempo per il rookie della McLaren

Se la gestione del minutaggio in casa Mercedes era prevedibile, la vera sorpresa tricolore di questo venerdì è arrivata dall’altra parte del box, dove la bandiera italiana è stata idealmente raccolta da Leonardo Fornaroli. Il campione in carica di Formula 2, ora terzo pilota del team McLaren, ha avuto l’opportunità di scendere in pista sulla MCL40 al posto di Lando Norris, e non l’ha sprecata. In una sessione caratterizzata dalla presenza di ben sette rookie in pista, il pilota italiano ha concluso le FP1 con un eloquente quinto tempo assoluto (1:17.216), staccato di pochi decimi dalle vetture di testa e davanti a nomi come Dino Beganovic (su Ferrari) e Paul Aron (su Audi). Un risultato, quest’ultimo, che non solo ha acceso i riflettori sul futuro del movimento automobilistico italiano – in un weekend che avrebbe potuto vedere due connazionali in pista se non fosse stato per l’incastro di programmi che ha visto Antonelli cedere il sedile – ma che testimonia l’ottimo stato di salute del programma giovani della scuderia di Woking, la quale sembra essersi “riparata” efficacemente dalla prova opaca di Montecarlo.

Norris e Russell, un duello in millesimi per il dominio catalano

Superato lo scoglio delle sperimentazioni mattutine, il pomeriggio (con le FP2) ha rimesso in scena i titolari, restituendo un’istantanea di quello che potrebbe essere l’equilibrio del resto del weekend. Lando Norris, tornato a disposizione della McLaren dopo aver “prestato” la macchina a Fornaroli, ha risposto presente siglando il miglior tempo in 1:15.426. Alle sue spalle, a distanza ravvicinatissima, si è piazzato George Russell con la Mercedes, staccato di appena nove millesimi.

Il terzo gradino di questa classifica virtuale è andato a Oscar Piastri, a sua volta racchiuso in un pugno di centesimi dal compagno di scuderia (57 millesimi il gap), a riprova del fatto che a Barcellona – circuito che mette a dura prova la bontà delle sospensioni e la potenza del Power Unit – il duello sembra destinato a concentrarsi principalmente tra le frecce d’argento e le papaya.

Se Charles Leclerc ha limitato i danni in quarta posizione staccato di quasi quattro decimi, Kimi Antonelli ha chiuso quinto (a 0"589), segno che il venerdì del leader del mondiale, privo del feeling mattutino in pista, è stato interlocutorio e probabilmente dedicato più alla ricerca del bilanciamento che all’attacco del cronometro.

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