Gaza, l’esercito israeliano uccide 59 palestinesi in fila per il cibo a Khan Younis
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Redazione Esteri
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Mentre l’attenzione internazionale si concentra sulle tensioni tra Iran e Israele, a Gaza il sangue continua a scorrere in quella che ormai è diventata una strage quotidiana. Ieri, i carri armati dell’esercito israeliano hanno aperto il fuoco su una folla di civili palestinesi in fila per ricevere aiuti alimentari a Khan Younis, nel sud della Striscia. Secondo i rapporti locali, almeno 59 persone sono state uccise e centinaia ferite in quello che si configura come uno degli episodi più sanguinosi dall’inizio dell’ultima fase del conflitto.
I testimoni hanno parlato di scene «da film dell’orrore», con corpi dilaniati e feriti trascinati via in condizioni disperate. L’ospedale Nasser, già al collasso, è stato travolto dall’afflusso di vittime, molte delle quali con ferite incompatibili con la sopravvivenza. Le immagini diffuse mostrano cumuli di farina macchiata di rosso, mentre i superstiti raccontano di aver visto i tank israeliani sparare «senza motivo» su chi cercava solo un pasto.
La Croce Rossa internazionale ha lanciato l’allarme sul sistema sanitario di Gaza, definendolo «al limite del tracollo». Gli ordini di evacuazione emessi da Israele, che costringono i medici a lavorare sotto costante minaccia, stanno aggravando una situazione già insostenibile. Il complesso ospedaliero Nasser, ultimo baluardo nella zona, rischia di diventare inutilizzabile, lasciando migliaia di persone senza cure.
Il governo israeliano non ha fornito una versione ufficiale dell’accaduto, limitandosi a dichiarare di «indagare». Fonti militari hanno però insinuato che tra la folla potessero esserci militanti di Hamas, ipotesi immediatamente respinta dalle organizzazioni umanitarie presenti sul posto. Intanto, a Washington, il presidente Trump – che ha ripetutamente difeso la linea dura di Netanyahu – non ha ancora commentato l’episodio.




