Vinicius castiga il City tra gol e provocazioni: “Piangete, piangete!”
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Redazione Sport
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All’Etihad Stadium di Manchester il verdetto del campo non lascia spazio a interpretazioni, sebbene la notte di Champions League si sia arricchita, come spesso accade quando di mezzo c’è il Real Madrid, di una sceneggiatura che va ben oltre il semplice risultato. La squadra di Carlo Ancelotti, forte del cospicuo vantaggio maturato all’andata al Bernabeu – quel 3-0 firmato dalla tripletta di Federico Valverde che aveva già messo in ginocchio i Citizens – ha gestito il ritorno con la cinica esperienza di chi queste serate le ha vissute decine di volte, chiudendo la pratica con un 2-1 che vale l’accesso ai quarti di finale contro il Bayern Monaco. E al centro di tutto, ancora una volta, c’era lui: Vinicius Junior, mattatore assoluto, non solo per i due gol messi a segno – uno su rigore e l’altro in pieno recupero – ma per un repertorio di esultanze e gesti che hanno trasformato il manto erboso in un palcoscenico carico di tensione e significati nascosti.
La partita, in verità, aveva iniziato a pendere in modo irreversibile verso i madrileni già dopo i primi venti minuti. Il Manchester City, spinto dal calore del suo pubblico e dalla disperata necessità di ribaltare un’eliminazione che sembrava scritta, era partito forte, ma la doccia gelata è arrivata puntuale al minuto 22. Un’incursione di Vinicius, un tiro deviato con il braccio sulla linea di porta da Bernardo Silva, e per l’arbitro Clement Turpin non ci sono state alternative dopo la revisione al monitor: calcio di rigore ed espulsione per il capitano portoghese, un colpo durissimo da cui i padroni di casa non si sarebbero più ripresi del tutto. Lo stesso Vinicius, che all’andata s’era fatto ipnotizzare dal suo ex compagno Gianluigi Donnarumma dagli undici metri, questa volta ha spiazzato il portiere con freddezza, spedendo la palla in rete e scatenando l’inferno. Da lì in poi, la partita è diventata una lunga agonia per gli uomini di Pep Guardiola, interrotta solo per qualche minuto dal momentaneo pareggio di Erling Haaland, un gol arrivato quasi per caso su una conclusione sporca, che ha illuso per un brevissimo istante il pubblico inglese.
Ma il vero spettacolo parallelo, quello che probabilmente resterà negli annali al pari della qualificazione, è stato il duello a distanza tra Vinicius e la curva del City. Dopo aver siglato il vantaggio, il brasiliano si è girato verso la tribuna dei tifosi di casa portando l’indice alla bocca, un gesto universalmente riconosciuto come invito al silenzio, per poi avvicinarsi e mimare con le mani il pianto, rivolgendosi ai sostenitori avversari con un eloquente "Piangete, piangete!". Una provocazione che non nasceva dal nulla, ma affondava le radici in un passato recente. L’ombra del Pallone d’Oro assegnato a Rodri, e la coreografia con cui un anno fa proprio i tifosi del City avevano accolto Vinicius all’Etihad esponendo lo striscione “Stop crying your heart out” – un chiaro riferimento alla canzone degli Oasis per prendere in giro le sue presunte lacrime per il premio mancato – sono dettagli che il numero 7 delle merengues non ha evidentemente dimenticato.
La sua serata, d’altronde, è proseguita su questi binari di tensione e rivalsa personale. Poco prima dell’intervallo, ha sprecato due occasioni nitide che avrebbero potuto chiudere anzitempo i conti, ma ha avuto modo di rifarsi nel recupero del secondo tempo, quando ha raccolto un assist di Aurelien Tchouameni per depositare in rete il definitivo 2. Una doppietta che suggella una statistica impressionante: quattro gol e cinque assist in dodici confronti diretti con Guardiola, numeri che certificano il suo stato di “spauracchio” per eccellenza della squadra inglese. La partita si è chiusa con un City in dieci, esausto e fuori dalla competizione per il quarto anno consecutivo per mano dei Blancos, un’eliminazione che assume contorni ancora più pesanti se inserita in un contesto di stagione in netta flessione per la squadra di Manchester, già attesa dalla finale di Coppa di Lega contro l’Arsenal e lontana in campionato




