L’amarezza di Guardiola dopo l’ennesima eliminazione: “Ci sarebbe piaciuto giocarcela in undici contro undici”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte europea del Manchester City si è infranta nuovamente contro il muro del Real Madrid, e il crollo, questa volta, porta la data e la firma di un episodio arbitrale che ha condizionato in maniera irrevocabile la gara di ritorno degli ottavi di finale. Al triplice fischio dell’Etihad Stadium, il tabellone luminoso recitava 1-2 per gli spagnoli, un risultato che, sommato al 3-0 subito al Bernabéu, sancisce un’eliminazione pesante per i campioni d’Inghilterra, usciti per il quarto anno consecutivo ad opera dei Blancos. L’amarezza, nelle parole di Pep Guardiola a fine partita, era tangibile e motivata non solo dalla sconfitta in sé, ma dalla modalità con cui la sfida ha preso una piega drammatica già nel primo tempo.

“Già la partita d’andata era stata dura”, ha esordito il tecnico catalano ai microfoni di Sky Sport, riavvolgendo il nastro di una doppia sfida che ha visto i suoi sempre inseguire. “Era molto difficile ribaltarla anche in undici contro undici. Ci sarebbe piaciuto giocarcela in parità numerica, ma la situazione è stata quella. L’espulsione l’abbiamo vista. È andata così.” Un commento a denti stretti, quello di Guardiola, che prova a metabolizzare una sconfitta che arriva al termine di una partita diventata in salita al minuto 20. È in quel frangente, infatti, che l’arbitro francese Clément Turpin, richiamato al monitor dal VAR, ha sanzionato con il cartellino rosso il capitano Bernardo Silva, reo, a suo giudizio, di aver respinto con il braccio sulla linea di porta una conclusione ravvicinata di Vinícius Júnior. Un calcio di rigore e l’inferiorità numerica hanno trasformato una rimonta già ardua in una missione impossibile.

La partita dentro la partita: il rosso a Bernardo Silva e la doppietta di Vinícius

Prima di quell’episodio, che ha inevitabilmente spezzato l’equilibrio del match, il City aveva mostrato segnali incoraggianti, con un avvio arrembante e un palo colpito da Rayan Cherki a testimoniare la voglia di credere nell’impresa. Poi, la svolta. Sul dischetto si è presentato Vinícius Junior, lo stesso che all’andata s’era fatto ipnotizzare da Gianluigi Donnarumma. Stavolta, però, il brasiliano non ha sbagliato, spiazzando il portiere italiano e gelando l’entusiasmo dei padroni di casa. Nonostante l’inferiorità numerica, la reazione del City è stata veemente e ha portato al pareggio di Erling Haaland al 41’, bravo a ribattere in rete una corta respinta dell’estremo difensore belga Thibaut Courtois su un tiro di Jérémy Doku.

Nella ripresa, complice anche l’uscita per infortunio di Courtois, sostituito da Andriy Lunin, la partita è diventata un continuo susseguirsi di emozioni e di gol annullati. La squadra di Álvaro Arbeloa ha sfiorato più volte il nuovo vantaggio, ma ogni volta si è scontrata con il muro eretto da Donnarumma o con la segnalazione di fuorigioco. L’ha poi trovato, quel gol, nel primo minuto di recupero, ancora con Vinícius, abile a ribadire in rete da pochi passi. Un’altra rete del brasiliano, arrivata poco dopo, è stata giustamente annullata per offside, ma ormai la qualificazione era saldamente nelle mani degli spagnoli.

Guardiola e l’affetto per una squadra straordinaria: complimenti al Real ma lo sguardo è già al futuro

Al di là della delusione contingente per l’eliminazione e per le modalità che l’hanno determinata, Guardiola ha voluto comunque rivolgere un pensiero ai suoi ragazzi, a questo gruppo che definisce “straordinario”. “Abbiamo un gruppo straordinario, una squadra straordinaria, gli voglio un bene enorme”, ha dichiarato, quasi a voler proteggere l’ambiente e i giocatori dalle inevitabili critiche che seguono un’uscita di scena così precoce dalla competizione che più sta a cuore alla proprietà del club. Un’eliminazione, quella contro i Blancos, che assume i contorni di una vera e propria maledizione sportiva, considerando la frequenza con cui i destini europei di queste due squadre si incrociano e la frequenza con cui a sorridere è sempre la compagine spagnola.

Non c’è spazio per recriminazioni, però, nelle parole del manager. Solo la constatazione di un fatto: “L’espulsione l’abbiamo vista, è andata così.” Un’accettazione, seppur amara, di una decisione che ha di fatto chiuso i giochi. La prestazione dei suoi, in dieci uomini per oltre settanta minuti, è stata comunque di carattere, con la squadra che ha continuato a provarci fino alla fine, sfiorando più volte il gol del definitivo 2-1 che avrebbe quantomeno dato onore alle statistiche. Ma il Real Madrid, si sa, in queste notti trova sempre la zampata decisiva, e l’ha trovata nel recupero con il suo uomo più rappresentativo, quel Vinícius che non ha dimenticato lo sfottò subito dai tifosi del City per la vittoria del Pallone d’Oro di Rodri.

Un’eliminazione pesante, l’ennesima subita dagli uomini di Arbeloa

Con questo risultato, il Real Madrid vola ai quarti di finale di Champions League, dove molto probabilmente incontrerà il Bayern Monaco, mentre per Guardiola e i suoi inizia ora un’altra fase della stagione, con l’obiettivo di salvare un anno che rischia di rimanere vuoto. Il ko con i Blancos, infatti, si aggiunge a un momento non semplice in Premier League, dove l’Arsenal vola, e l’unica via per un trofeo resta la finale di Coppa di Lega contro i Gunners stessi, in programma domenica prossima a Wembley. “Torneremo l’anno prossimo”, è stata la chiosa del tecnico, una promessa, un monito o forse solo la constatazione che il ciclo, nonostante gli intoppi, è ben lungi dall’essere concluso.

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