Mel Gibson gira il nuovo film in Puglia, Matera resta fuori dal set
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A più di vent’anni da quel kolossal che aveva trasformato i Sassi in una Gerusalemme antica e dolorosa, Mel Gibson torna a raccontare la Passione – o meglio la Resurrezione – ma stavolta lo fa senza Matera. Il regista, che proprio in Basilicata aveva trovato la scenografia perfetta per «The Passion of the Christ», ha infatti spostato le riprese del suo nuovo atteso film, «The Resurrection of the Christ», in Puglia, tra Gravina, Torre Guaceto e, con ogni probabilità, Otranto. Una scelta, quella del cineasta statunitense, che interrompe bruscamente un legame – quello con la città dei Sassi – apparso fino a pochi mesi fa ancora solido, tanto che alcune scene erano state programmate per il 20 aprile.
Erano state proprio quelle ultime riprese, previste nel materano, a essere annullate con una comunicazione formale: una pec arrivata al Comune di Matera spiegava un “cambio repentino” del piano di lavoro e annunciava una riprogrammazione senza però fornire, al momento, dettagli sulle nuove date o sulle reali motivazioni del ripensamento. Il fulcro visivo del film, insomma, si sposta altrove, e con esso l’intera macchina organizzativa di una produzione che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto chiudere proprio in Basilicata il cerchio aperto due decenni fa.
L’addio ai Sassi, tra logistica e visione registica
La produzione, va detto, non ha mai ufficialmente spiegato le ragioni del trasloco pugliese. Quel che è certo è che le location prescelte – Gravina in Puglia, già set di un film di James Bond, e Torre Guaceto – offrono scenari molto diversi da quelli materani, più aperti e costieri, lontani dall’architettura rupestre e dal bianco calcareo che avevano fatto la fortuna del primo capitolo della saga. Gibson, che attualmente si trova a Roma per girare alcune scene negli studi di Cinecittà, sembra dunque aver operato una scelta netta: niente “seconda dose” di Sassi, nonostante il precedente clamoroso successo mondiale.
Una pec e un “cambio repentino” che fa discutere
La comunicazione ufficiale al Comune di Matera è arrivata senza troppi preamboli, e l’amministrazione locale – come spesso accade in questi casi – ha incassato senza replicare pubblicamente. Il “cambio repentino” citato nella pec potrebbe nascondere ragioni produttive, esigenze di scenografia, vincoli paesaggistici o semplicemente una nuova visione artistica di Gibson, che ha sempre tenuto al controllo maniacale delle ambientazioni. Le riprese, a partire dal 15 aprile, coinvolgeranno quindi un’area completamente diversa del Mezzogiorno, lasciando Matera a guardare – per ora – da fuori.
Nessuna Resurrezione per la città simbolo del primo film
A oltre vent’anni dal successo planetario di «The Passion of the Christ» – pellicola che nel 2004 riportò Matera, dopo il «Vangelo secondo Matteo» di Pasolini, al centro dell’attenzione cinematografica internazionale – la città dei Sassi si trova così esclusa dal sequel più atteso. Nessuna scena della Resurrezione, dunque, sarà girata tra quei vicoli e quelle chiese rupestri che avevano convinto Gibson e il suo direttore della fotografia. Resta l’amarezza, per una comunità che aveva imparato a convivere con i riflettori di Hollywood, ma il regista ha scelto altrove.




