Mel Gibson torna a Matera per girare il film sulla Resurrezione
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A vent’anni esatti da quel kolossal che, tra polemiche e consensi, trasformò per sempre il destino turistico della Basilicata, Mel Gibson fa ritorno “a casa”, riabbracciando i celebri Sassi che lo resero celebre in tutto il mondo. Il regista, infatti, ha ufficialmente avviato le operazioni per le riprese di “The Resurrection of the Christ – Trotc”, sequel de “La Passione di Cristo”, confermando quel legame quasi mistico con un territorio che seppe interpretare alla perfezione la Gerusalemme di duemila anni fa. Nei giorni scorsi, una conferenza di servizi ha delineato i dettagli organizzativi e logistici di una produzione che, tra febbraio e aprile, si concentrerà principalmente nel Parco della Murgia, riportando l’epica cinematografica religiosa nel cuore del Mediterraneo.
L’impatto sul territorio e i casting aperti
La macchina produttiva, che impegnerà circa cinquecento persone tra tecnici, artisti e maestranze specializzate, promette di riverberare i suoi effetti positivi sull’intera economia locale, offrendo opportunità occupazionali e rilanciando l’immagine internazionale di Matera. L’amministrazione comunale, consapevole del valore di tale operazione, ha già messo a disposizione un portale dedicato per coloro che aspirano a partecipare alle selezioni come comparse, un’occasione concreta per vivere da protagonisti, seppur minori, un evento destinato a far parlare di sé. Si tratta, in sostanza, di una seconda chance storica per una città che ha saputo capitalizzare il successo del primo film, transitando dall’oblio al riconoscimento UNESCO e al Titolo di Capitale Europea della Cultura.
Un set che riaccende i riflettori
Le riprese, che si protrarranno per diversi mesi, riaccendono i riflettori su un angolo d’Italia capace di offrire scenari unici, dove la roccia millenaria e la luce sembrano modellarsi per narrare storie di fede e redenzione. Gibson, il cui ritorno è stato accolto con entusiasmo dagli operatori del settore, sembra voler ricreare quella alchimia perfetta tra narrazione e location che decretò il successo planetario del primo capitolo, un film che, nonostante le aspre critiche di alcuni ambienti, rimane un fenomeno culturale e box-office senza precedenti per il genere. L’operazione logistica, complessa e articolata, è già partita nel segno della massima efficienza, con l’obiettivo di minimizzare i disagi per i residenti e valorizzare al contempo il patrimonio paesaggistico.
Il sequel di un’epoca cinematografica
Il nuovo progetto, che affronta il tema della Resurrezione, si annuncia dunque più ambizioso e tecnologicamente avanzato, pur mantenendo fede a un’estetica cruda e realista che è diventata il marchio di fabbrica del regista. Matera, da semplice sfondo, torna a essere coprotagonista di una narrazione che travalica i confini nazionali, in un momento in cui l’industria dell’intrattenimento globale cerca sempre più spesso luoghi autentici e carichi di storia. L’attesa, tra gli appassionati e gli addetti ai lavori, è palpabile, perché si avverte il peso di un’eredità artistica da onorare e, al tempo stesso, la sfida di innovare un linguaggio visivo che ha già segnato un’epoca.




