BancoBpm respinge l’offerta di UniCredit: «Corrispettivo non congruo»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il consiglio di amministrazione di BancoBpm ha espresso un giudizio netto sull’offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da UniCredit, definendola «non conveniente» e criticando l’inadeguatezza del corrispettivo proposto. La decisione, presa all’unanimità dopo un’analisi approfondita, è stata formalizzata nel cosiddetto comunicato dell’emittente, approvato giovedì 24 aprile.

La proposta, avanzata il 2 aprile dalla banca guidata da Andrea Orcel, prevedeva lo scambio di ogni azione BancoBpm con 0,166 titoli UniCredit, calcolo basato sullo stacco del dividendo previsto per il 2025. Un meccanismo che, secondo il cda di Piazza Meda, non riflette il reale valore dell’istituto, nonostante le valutazioni tecniche fornite dagli advisor finanziari Citi e Lazard, incaricati da BancoBpm di analizzare l’operazione.

«La conclusione è supportata da diversi fattori», si legge nella nota, che però non scende nel dettaglio delle motivazioni. Fonti vicine alla trattativa lasciano intendere che, oltre al prezzo, pesino anche considerazioni strategiche. UniCredit, che punta a rafforzare la propria presenza nel Nord Italia, aveva già incontrato resistenze in passato, ma questa volta la chiusura è stata netta, senza lasciare spazio a ulteriori trattative.

Il rifiuto arriva a pochi giorni dall’avvio formale dell’Ops, previsto per fine mese, e rappresenta un nuovo ostacolo per Orcel, che negli ultimi anni ha cercato di espandere il perimetro del gruppo attraverso acquisizioni mirate. Dal canto suo, BancoBpm – terzo istituto italiano per dimensioni – conferma così la volontà di proseguire autonomamente, dopo aver già respinto approcci simili in precedenza.

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