La madre e il compagno lasciano i bimbi bendati nel bosco: «Cercate il giocattolo»
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Redazione Esteri
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Li hanno accompagnati in una radura vicino a Monte Novo do Sul, una frazione rurale disseminata di lecci e macchia mediterranea a un passo dalla costa dell’Alentejo, per giocare a nascondino. Poi hanno estratto due bende, le hanno strette intorno ai loro occhi piccoli e hanno inventato una caccia al tesoro, affidando all’immaginazione dei bambini il compito di riempire quel vuoto.
Il giocattolo promesso – se mai fosse esistito – non è mai stato trovato, così come i due adulti erano già scomparsi quando i fratelli, il più grande di cinque anni e il più piccolo di tre, si sono strappati le bende e hanno capito di essere soli, in mezzo agli alberi, senza un adulto che rispondesse alle loro voci.
Un automobilista di passaggio, Artur Quintas, li ha notati mentre si trascinavano lungo il ciglio asfaltato della strada nazionale 253, sporchi e disorientati; nella loro memoria confusa restava soltanto il gioco crudele che si era trasformato in un incubo.
La fuga verso nord e l’arresto nella caffetteria di Fátima
Marine Rousseau, quarantun anni, e il compagno Marc Ballabriga, cinquantacinque, non sono andati molto lontano, almeno geograficamente parlando: la Guarda Nacional Republicana li ha localizzati mentre sorseggiavano bevande al tavolo di una caffetteria all’aperto a Fátima, il celebre santuario mariano portoghese che dista circa duecento chilometri dal luogo dell’abbandono.
Non hanno opposto resistenza né hanno offerto particolari spiegazioni sul perché abbiano deciso di lasciare i due minori in balia di se stessi, limitandosi a un silenzio che la magistratura ha interpretato come una scelta difensiva.
Per entrambi il tribunale di Setúbal ha disposto la custodia cautelare; lei è stata rinchiusa nel carcere femminile di Tires, struttura considerata tra le più dure del paese e già teatro di episodi di autolesionismo e sommosse tra le detenute, mentre lui è stato tradotto nel carcere di Setúbal in attesa dello sviluppo delle indagini.
Il silenzio degli indagati e le crepe nel passato del padrasto
Davanti agli inquirenti, la coppia ha scelto una linea di condotta che potremmo definire opaca: non hanno smentito i fatti, ma non li hanno neppure spiegati, limitandosi a restare in una posizione di riserbo che non ha aiutato a ricostruire il movente.
Quel che emerge dai registri giudiziari francesi, tuttavia, getta un’ombra lunga sul comportamento di Marc Ballabriga, ex militare della gendarmeria con una condanna alle spalle per molestie e violenze domestiche ai danni della ex compagna – una pena di nove mesi con sospensione, risalente al 2010 – e affetto, secondo fonti vicine all’inchiesta, da disturbi psichiatrici che non gli hanno impedito di diffondere sui social contenuti antisemiti e trame cospirative.
Marine Rousseau, invece, non risulta avere precedenti penali: si presentava sui suoi profili come sessuologa e psicomotricista, una donna che promuoveva corsi per genitori su come affrontare l’educazione sessuale dei figli e che dichiarava di voler aiutare i bambini vittime di trauma. Una contraddizione che il giudice dovrà sciogliere nel corso del processo, se mai le carte parleranno più delle parole.
Il destino dei piccoli e la macchina della cooperazione giudiziaria
I due fratelli, dopo essere stati soccorsi dall’automobilista che li ha accolti nella propria abitazione insieme ai suoi figli, hanno ricevuto le prime cure mediche e sono stati affidati a una famiglia francese residente a Lisbona, perché il padre – che risiede in Francia e ha un diritto di visita limitato – non ha potuto riprenderseli immediatamente.
Il tribunale di famiglia di Santiago do Cacém ha comunque disposto il rimpatrio dei minori verso Colmar, dove i servizi sociali alsaziani valuteranno se il padre sia in grado di esercitare la responsabilità genitoriale in via stabile, mentre l’inchiesta portoghese rimane coperta dal segreto istruttorio e le autorità francesi hanno già avviato una richiesta di cooperazione per chiarire i contorni di un rapimento internazionale che, partito dalla Francia, ha attraversato la Spagna per concludersi in quel bosco portoghese.
Resta il gesto del panettiere che li ha trovati, un uomo che ha ascoltato le loro parole – «erano terrorizzati e chiamavano il padre» – e ha avuto la lucidità di trasformare un incontro casuale in un salvataggio, evitando che quella notte, per due bambini bendati e abbandonati, non avesse un risveglio.




