Bendati e abbandonati come in una fiaba macabra: l’incubo dei due fratellini nel bosco
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Redazione Esteri
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Il racconto che i due bambini hanno fatto agli investigatori, non appena la barriera linguistica è stata superata grazie all’intervento di un medico che conosceva il francese, ha gelato il sangue degli operatori: bendati con la promessa di andare a cercare un giocattolo nascosto – un rituale che la madre aveva spacciato per un innocente passatempo – si sono ritrovati completamente soli sul ciglio di una strada sterrata, con la macchina dei genitori già scomparsa all’orizzonte. L’automobilista che li ha salvati, Alexandre Quintas, ha raccontato ai media locali di averli notati mentre vagavano sporchi di terra e in lacrime nella zona di Monte Novo do Sul, a circa sessanta chilometri da Lisbona; i piccoli, stringendo solo un’arancia, una pera e due bottigliette d’acqua, ripetevano una frase carica di angoscia: “Quando abbiamo tolto le bende, mamma era sparita”.
Un allontanamento pianificato e la caccia alla coppia
Dietro a quel silenzio assordante del bosco si nasconde una fuga lunga centinaia di chilometri. Le autorità francesi, come si è appreso dalle prime ricostruzioni, stavano cercando la donna e i suoi figli dall’11 maggio, dopo che il padre biologico dei minori – che disponeva solo di un diritto di visita limitato – aveva denunciato la sottrazione. La famiglia sarebbe entrata in Portogallo passando dal confine spagnolo di Bragança, per poi percorrere oltre cinquecento chilometri prima di fermare la macchina in quella che sembrava una macabra tappa. L’uomo di cinquantacinque anni e la compagna quarantunenne sono stati infine rintracciati giovedì a Fatima, una cittadina nel centro del paese, dove erano intenti a consumare del cibo sulla terrazza di un bar; i residenti, insospettiti dai loro volti comparsi nelle notizie di cronaca, hanno dato l’allarme, permettendo alle forze dell’ordine di bloccarli.
Il presunto “gioco” e le condizioni dei minori
Ciò che rende questo caso particolarmente inquietante, al di là della crudeltà materiale dell’abbandono, è l’inganno perpetrato sui sentimenti dei più piccoli. Secondo quanto riferito dai giornalisti dell’AFP, la madre avrebbe persino canticchiato una canzone durante il trasferimento in tribunale a Setúbal, mentre il compagno avrebbe urlato parole d’amore. L’inganno della caccia al tesoro, un pretesto per allontanarsi indisturbati, ha lasciato i fratellini – di tre e cinque anni – a vagare per ore sotto il caldo torrido della regione dell’Alentejo. Sebbene le condizioni fisiche siano state giudicate buone, sui loro corpi erano presenti lividi e, nel caso del maggiore, persino una puntura di zecca, segno tangibile delle ore passate nella boscaglia. La Procura di Setúbal ha quindi convalidato l’arresto per i reati di abbandono di minori e maltrattamenti, in attesa delle procedure per l’estradizione in Francia richieste dal mandato europeo.
Affidamento e il ritorno alla normalità
Per i due fratellini, il cui senso di abbandono rappresenta ora la priorità assoluta dei servizi sociali, la vicenda giudiziaria si conclude con l’affidamento a una famiglia portoghese, in attesa del rimpatrio. La legge portoghese, attraverso il tribunale di Setúbal, ha stabilito che non vi erano legami familiari diretti nel paese che potessero accoglierli, lasciando quindi alle autorità francesi l’onere di organizzare il rientro. La madre, che lavorava in un ospedale di Colmar, non aveva precedenti segnalazioni sociali, a differenza del compagno – un ex gendarme – già noto per episodi di violenza domestica e molestie. I piccoli, ora al sicuro, cercheranno di dimenticare il rumore delle foglie secche sotto i piedi in quella sera di maggio, mentre per i loro genitori si aprono le porte di un carcere, lontano da quella fiaba oscura che avevano immaginato per loro.




