Trapani, il tribunale conferma i cinque punti di penalizzazione e chiude la partita sui crediti d’imposta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite, riunita nella giornata di oggi, ha depositato le decisioni relative ai due procedimenti che gravavano sulla società granata, impegnata nel girone C di Serie C. Da un lato, i giudici hanno integralmente respinto il reclamo presentato dal club contro la penalizzazione di cinque punti inflitta lo scorso 9 marzo dal Tribunale Federale Nazionale – quella legata a violazioni di natura amministrativa scaturite da una segnalazione della Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive, risalente al 3 gennaio – confermando quindi sia il -5 in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva, sia l’ammenda di 1.500 euro.

Dall’altro, sempre nello stesso provvedimento, è stata dichiarata l’inammissibilità del ricorso con cui il Trapani sperava di ottenere la restituzione degli otto punti di penalizzazione subiti a maggio 2025, quelli legati alla vicenda dei crediti d’imposta. In pratica, la Corte ha messo la parola fine su quel fronte, negando qualsiasi spazio di revoca per quella specifica sanzione che risale ormai a quasi un anno fa. A completare il quadro delle decisioni di oggi, i giudici hanno però anche respinto il reclamo presentato dalla Procura Federale, che aveva ritenuto troppo blande le sanzioni di primo grado: l’accusa, infatti, aveva formulato la richiesta di esclusione della squadra siciliana dal campionato, ipotesi che la Corte d’Appello ha ora definitivamente scartato.

La classifica resta congelata e l’ombra di un nuovo deferimento

Con questi verdetti, la situazione in classifica per il Trapani rimane quella precedente all’udienza: la formazione siciliana occupa la terzultima piazza (il diciottesimo posto) con 27 punti all’attivo, un bottino che risente pesantemente del cumulo delle sanzioni ricevute nel corso della stagione. La combinazione tra la vecchia penalizzazione di otto punti (quella per cui il ricorso è stato dichiarato inammissibile) e quella di cinque punti appena riconfermata, sommandosi ad altre sanzioni pregresse, porta il totale di punti di penalizzazione subiti dal club nell’annata corrente a quota venti.

Tuttavia, per la società presieduta da Valerio Antonini, il calendario delle battaglie legali non si esaurisce con la sentenza di oggi. È già prevista per domani, infatti, una nuova udienza dinanzi al Tribunale Federale Nazionale, chiamato a esprimersi su un ulteriore deferimento che riguarda stavolta il mancato pagamento di Irpef e contributi Inps relativi a emolumenti della passata stagione. Secondo quanto ricostruito nel corso dell’istruttoria, la contestazione punta il faro su un accordo stipulato con l’Agenzia delle Entrate e su modalità di pagamento degli stipendi – effettuati fino a dicembre 2025 tramite conti riconducibili direttamente alla proprietà – che la procura federale ritiene non conformi.

Le richieste della procura e l’equilibrio di una salvezza difficile

In questo nuovo capitolo giudiziario, che si aprirà domani, l’atteggiamento dell’accusa sarà diverso rispetto a quello che ha caratterizzato le settimane precedenti. La procura federale, pur contestando le irregolarità, non chiederà l’estromissione dal campionato, anche perché i periodi oggetto di verifica risultano essere stati nel frattempo regolarizzati dal club. La richiesta punterà invece a una sanzione di natura economica accompagnata, con ogni probabilità, da un’ulteriore decurtazione in classifica che, stando alle prassi consolidate, potrebbe attestarsi intorno ai cinque punti. Se così fosse, il Trapani si troverebbe a dover gestire un pesantissimo fardello di penalizzazioni (che salirebbe a -25) nelle battute finali del torneo, con la necessità di difendere la categoria non solo sul campo ma anche attraverso la tenuta amministrativa.

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