Il Trapani deferito per i crediti d’imposta, penalizzazione di 4 punti dal 2025-26
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Redazione Sport
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Dopo il Brescia, anche il Trapani Calcio finisce nel mirino della giustizia sportiva per il presunto utilizzo di crediti fiscali inesistenti, una vicenda che potrebbe costare al club siciliano una penalizzazione di quattro punti in classifica. La sanzione, tuttavia, non scatterà immediatamente: sarà applicata nella prossima stagione, quella 2025-26, dando così tempo alla società di prepararsi a un campionato già compromesso sul piano numerico.
Secondo le indagini, il Trapani avrebbe fatto ricorso a crediti d’imposta per circa 700mila euro, presentandoli come copertura per debiti verso l’Erario nelle scadenze di febbraio e aprile. Una pratica che, se confermata, rientrerebbe nel solco di quelle irregolarità finanziarie sempre più frequenti nel calcio italiano, dove i bilanci spesso nascondono fragilità strutturali.
Intanto, la serie B si prepara a un finale di stagione denso di incertezze, con diversi club ancora in attesa di conoscere il proprio destino. Al centro delle polemiche c’è soprattutto il Brescia, alle prese con una bufera giudiziaria che rischia di trascinarlo verso la serie C. La procura della Figc accusa la società di non aver versato Irpef e contributi Inps per i propri tesserati, omissioni che potrebbero tradursi in una doppia penalizzazione: quattro punti da scontare subito e altrettanti nel prossimo campionato.
La situazione del club lombardo appare sempre più critica, con una sede fantasma, l’assenza di dipendenti e un sito internet inesistente. A complicare il quadro c’è la controversa trattativa con il Gruppo Alfieri spv srl, un’operazione che Massimo Cellino, presidente del Brescia, ha definito una truffa. «Basterebbe annusare l’aria», ha commentato amaramente, riferendosi a una vicenda che, in condizioni normali, un imprenditore esperto come lui avrebbe forse evitato.




