West Nile in Polesine: un nuovo caso neuroinvasivo, i contagi salgono a 9
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Redazione Salute
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Un nuovo caso di West Nile virus è stato accertato in Polesine. Si tratta, ancora una volta, della forma neuroinvasiva, la più grave tra quelle associate all'infezione trasmessa dalla puntura di zanzare infette. Il riscontro porta a 9 il totale dei contagi registrati in provincia di Rovigo dall'inizio della stagione, un bilancio che comprende anche una vittima. La segnalazione è contenuta nell'ultimo rapporto dell'Istituto superiore di sanità, con i dati aggiornati al 7 ottobre.
Il quadro nazionale e la circolazione del virus
Il bollettino settimanale dell'Iss disegna una situazione in cui il West Nile ha ormai fatto la sua comparsa in tutte le regioni italiane, Basilicata inclusa. I casi confermati nell'uomo a livello nazionale sono 754, 27 in più rispetto alla settimana precedente. Di questi, 401 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva, 94 sono stati identificati in donatori di sangue asintomatici, 253 hanno dato luogo a febbre e cinque hanno presentato altri sintomi.
I decessi notificati sono 57 e la letalità calcolata sulle forme neuroinvasive autoctone si attesta al 14,1 per cento, in calo rispetto al 19,2 per cento registrato nello stesso periodo del 2025.
Le province più colpite e il caso veneto
La Lombardia è la regione con il maggior numero di contagi, 178, seguita dal Veneto con 137, di cui 49 nella forma neuroinvasiva. A livello provinciale, dopo Roma con 69 casi, è Padova a registrare il dato più elevato con 62 contagi. In questo scenario, la provincia di Rovigo si colloca nella fascia più bassa della regione veneta, seconda solo a Belluno dove non è stato accertato alcun caso. Il bollettino della sorveglianza regionale, pubblicato il giorno precedente rispetto al report nazionale, riporta 136 casi accertati in Veneto e altri 81 classificati come probabili.
La sorveglianza entomologica e veterinaria
Il monitoraggio condotto dall'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie aveva già indicato, nei mesi estivi, una circolazione virale superiore a quella dell'anno precedente. In Polesine, in particolare, risultavano intercettati 20 uccelli infetti su 20 inviati per controllo, tra cui 3 gazze e 17 cornacchie, a fronte di un target previsto di 100 esemplari. Il tasso di positività dei pool di zanzare analizzati in Veneto si è attestato al 4 per cento, con pool positivi rilevati anche nella provincia di Rovigo.
A livello nazionale, la circolazione del virus è stata dimostrata in 85 province appartenenti a 20 regioni.
Le altre arbovirosi e il quadro delle infezioni
Il bollettino dell'Iss non riguarda soltanto il West Nile. Nello stesso periodo sono stati segnalati 346 casi confermati di Dengue, di cui 68 autoctoni, riconducibili a cinque focolai di trasmissione locale e a un ulteriore caso non epidemiologicamente collegato agli altri. Il 53 per cento dei casi importati ha indicato le Maldive come luogo di esposizione. Non sono stati registrati decessi. I casi di Chikungunya sono invece 29, con un solo contagio autoctono e il 37 per cento dei casi importati associato alle Seychelles, anche in questo caso senza vittime.
Il virus Usutu e il monitoraggio integrato
All'interno dello stesso sistema di sorveglianza sono stati segnalati 18 casi di virus Usutu, trasmesso anch'esso dalla puntura di zanzare infette. La distribuzione regionale indica 8 contagi in Lombardia, 3 nel Lazio, 2 nelle Marche, 2 in Veneto e un caso ciascuno in Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Piemonte.
L'insieme dei dati conferma come il monitoraggio integrato su uomini, animali e vettori rappresenti lo strumento attraverso cui vengono attivate le misure di prevenzione, compreso lo screening delle donazioni di sangue ed emocomponenti nelle aree interessate dalla circolazione virale.
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