Raid al Rho Center, rapina in gioielleria e fuga con speronamento della volante
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Redazione Interno
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Un nuovo, violento colpo ai danni di una gioielleria nel Milanese ha scosso il primo pomeriggio di mercoledì 29 luglio, quando un commando di sette individui ha preso d'assalto il punto vendita "Gioielli di Valenza" all'interno del centro commerciale Rho-Center di via Capuana, a Rho.
Le modalità dell'assalto, caratterizzate dall'uso di mazze e martelletti per mandare in frantumi le vetrine e arraffare il maggior numero possibile di preziosi, presentano inquietanti analogie con un'altra rapina andata in scena poco meno di due settimane fa, precisamente il 16 luglio scorso, al centro commerciale Merlata Bloom, dove i malviventi avevano colpito un negozio della stessa catena. In quell'occasione, tuttavia, la banda era stata intercettata e fermata nel giro di poche ore, mentre questa volta la fuga si è rivelata più rocambolesca e al momento ancora impunita.
L'assalto e la fuga
Secondo le prime ricostruzioni, l'azione criminale è scattata poco prima delle 14. I rapinatori, che secondo alcune fonti sarebbero scesi da un mini suv con i volti coperti da passamontagna, hanno fatto irruzione nella gioielleria dove, in quel momento, era presente una sola commessa di 48 anni. La donna, impossibilitata a reagire di fronte alla furia dei sette malviventi - sei dei quali armati di mazze e martelli, mentre un settimo faceva da palo all'esterno - ha assistito impotente alla distruzione degli espositori e al furto della merce in essi contenuta.
Il valore del bottino non è stato ancora quantificato, e sono in corso le verifiche da parte degli investigatori per stabilire l'entità del danno economico subito dall'esercizio commerciale.
Immediatamente dopo il raid, è scattato l'allarme e sul posto sono giunte diverse pattuglie delle forze dell'ordine, tra cui carabinieri e una volante della Polizia di Stato. I rapinatori, però, sono riusciti a dileguarsi a bordo del veicolo con cui erano arrivati, dando il via a un inseguimento che si è protratto per alcuni chilometri.
Durante la fuga, gli agenti, a bordo della cosiddetta "pantera", sono riusciti a intercettare l'auto dei malviventi, ma il commando ha compiuto un gesto estremo per guadagnarsi la via della fuga: ha speronato la volante della polizia, riuscendo a far perdere le proprie tracce. L'episodio si è concluso nei pressi della Statale del Sempione, dove il mezzo dei fuggitivi ha danneggiato l'auto degli agenti per poi allontanarsi definitivamente. Nonostante la violenza dell'azione e dell'inseguimento, non sarebbero stati sparati colpi d'arma da fuoco.
Il precedente e la scia di colpi
Le indagini sono ora affidate agli inquirenti, che stanno setacciando le immagini dei sistemi di videosorveglianza del centro commerciale e della gioielleria, nella speranza di ottenere elementi utili per risalire all'identità dei componenti del commando. Le immagini potrebbero rivelarsi decisive, così come le testimonianze dei presenti e della commessa, che subito dopo la rapina ha accusato un malore ed è stata soccorsa da un'ambulanza arrivata in codice giallo.
La sua è solo l'ultima vittima di un'allarmante escalation di colpi che stanno prendendo di mira le gioiellerie dei centri commerciali dell'hinterland milanese. Quella di mercoledì 29 luglio è infatti la terza rapina di questo tipo in poco più di un mese e mezzo.
Un'emergenza sicurezza
Il 16 luglio, il centro commerciale Merlata Bloom era stato teatro di un assalto quasi identico, con la differenza che in quel caso i rapinatori erano stati arrestati e la refurtiva recuperata. Ancora prima, l'11 giugno, un commando di tre persone aveva colpito al centro commerciale Metropoli di Novate Milanese.
La recrudescenza di questi episodi, che mettono in luce una pericolosa e consolidata modalità operativa, pone ora l'accento sulla necessità di potenziare i sistemi di sicurezza e le attività di prevenzione in queste strutture, frequentate quotidianamente da migliaia di persone, mentre le forze dell'ordine sono al lavoro per fermare la scia di violenza e individuare i responsabili di questo ultimo, grave episodio.
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