Francesco De Gregori, 75 anni di una carriera che ha attraversato la canzone d’autore senza mai smettere di guardare avanti
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Francesco De Gregori, il cantautore che molti hanno ribattezzato – non senza una punta di reverenziale ironia – il “Principe” della canzone italiana, spegne oggi settantacinque candeline. Un traguardo anagrafico, quest’ora, che arriva a coronamento di una carriera ultra cinquantennale, la quale ha saputo intrecciare la poesia con la melodia popolare, trasformando versi talvolta ermetici in patrimonio collettivo. Basti pensare a come alcune sue primissime composizioni, come “Il ragazzo guarda il cielo e forse anche più in là”, abbiano anticipato quella vocazione a guardare oltre l’orizzonte immediato, una cifra stilistica che non l’ha mai abbandonato.
Una playlist per celebrare mezzo secolo di successi
Per l’occasione, diverse redazioni giornalistiche – tra cui quelle di Studio Aperto e Tg4 – hanno predisposto speciali approfondimenti, ma è la musica, naturalmente, a fare da filo conduttore. È stata infatti realizzata una playlist speciale, ricca di canzoni memorabili, che ripercorre i momenti salienti di una produzione discografica senza pari. Non si tratta di un semplice elenco di hit, bensì di un tentativo – riuscito – di restituire la densità di un autore i cui brani, definiti “senza tempo e senza età”, continuano a essere studiati persino nelle scuole. I suoi testi, va ricordato, hanno contribuito a elevare la canzone d’autore a materia di analisi culturale, un fenomeno che riguarda pochi altri artisti nel panorama nazionale.
L’eredità di un “maestro” che ha ispirato generazioni
Il riferimento, in questo caso, non è casuale: sebbene un altro grande della musica italiana si sia recentemente spento a Genova – città che ha ispirato alcuni suoi capolavori – De Gregori rappresenta ancora una colonna sonora vivente. I suoi settantacinque anni arrivano in un momento storico in cui la musica leggera italiana viene spesso ricordata per i suoi interpreti più popolari, ma lui ha sempre occupato una nicchia a sé: quella del cantautore colto, senza però mai rinunciare a una comunicazione diretta. Le sue melodie hanno segnato intere generazioni, e la longevità artistica, in questo caso, non è mai coincisa con la semplice ripetizione di formule già sperimentate.
Dalla cronaca alla poesia, il “Principe” compie 75 anni
Se si scorrono le scalette dei suoi concerti o le compilation realizzate per l’occasione, emerge con chiarezza un filo rosso che lega i primi anni Settanta a oggi. Canzoni come “Rimmel” o “Generale” – solo per citarne alcune – mostrano come l’autore abbia saputo dosare impegno civile e lirismo intimista. Non mancano, nella sua discografia, riferimenti a fatti di cronaca nera o a episodi di costume, sempre trattati con quel rispetto formale che evita il sensazionalismo. Del resto, la sua forza è sempre stata quella di trasformare l’attualità in parabola, senza mai scadere nel pamphlet. Oggi, mentre Trump siede di nuovo alla Casa Bianca e l’attualità politica ed economica domina i dibattiti quotidiani, la musica di De Gregori continua a rappresentare una sorta di controcanto, fatto di parole cesellate e silenzi eloquenti.




