Turismo in Sardegna, più presenze ma i ristoranti incassano meno
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Redazione Interno
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Il turismo in Sardegna cresce nelle presenze e nelle prenotazioni, ma per alcuni ristoratori l’estate 2026 sta lasciando incassi inferiori alle attese. Pamela Solinas, titolare del ristorante-pizzeria L’Oca Bianca di Cagliari, racconta una stagione segnata da clienti che consumano molto meno rispetto al passato: «Capita che in quattro ordinino due pizze e un’insalata, oppure addirittura una sola pizza e una bottiglia d’acqua». Un comportamento che, secondo la ristoratrice, rende evidente la distanza tra il numero dei turisti presenti nell’Isola e la spesa effettivamente destinata alla ristorazione. Per il locale il bilancio dell’estate che sta per concludersi è negativo, nonostante un andamento generale delle presenze turistiche descritto come molto forte.
Più turisti in Sardegna, ma gli scontrini dei ristoranti scendono
Il nodo riguarda soprattutto quanto viene consumato una volta entrati nei locali. Solinas descrive gruppi che dividono poche portate e clienti che riducono l’ordine al minimo, fino al caso di quattro persone che scelgono due pizze e un’insalata come intera cena. In un altro passaggio la titolare de L’Oca Bianca parla anche di turisti che ordinano due spritz e un antipasto da dividere, accompagnando il racconto con uno sfogo netto: «Siamo un ristorante, non un bar». Il fenomeno viene associato a una stagione nella quale le presenze aumentano mentre gli scontrini diminuiscono, con effetti diretti sugli incassi delle attività che lavorano nella ristorazione durante i mesi di maggiore afflusso.
Nel racconto della ristoratrice emerge così il paradosso dell’estate 2026: un flusso turistico sostenuto non si traduce automaticamente in una maggiore spesa per mangiare fuori. La situazione viene collegata anche al turismo mordi e fuggi e alla crescita degli affitti brevi, indicati tra gli elementi che caratterizzano l’estate sarda. Il punto centrale resta però il comportamento osservato direttamente nel ristorante: i clienti continuano ad arrivare, ma consumano meno e dividono più spesso le ordinazioni. Per un’attività come L’Oca Bianca questo significa affrontare una stagione con molte presenze ma con un ritorno economico più debole rispetto a quanto il numero dei visitatori potrebbe far immaginare.
Settembre accelera: prenotazioni in Sardegna in crescita del 16,2%
Il quadro del turismo in Sardegna mostra però numeri molto diversi se si guarda alle prenotazioni. L’Isola si prepara infatti a chiudere agosto dopo una stagione definita molto forte, capace di mantenersi sui livelli già eccezionali dello scorso anno e, per alcuni indicatori, di superarli. La crescita non sembra fermarsi con la fine dell’estate tradizionale: settembre e ottobre continuano a registrare una domanda elevata e settembre, in particolare, presenta prenotazioni in aumento del 16,2% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Il dato segnala un’accelerazione rispetto a luglio, quando l’incremento delle prenotazioni si era fermato al 6,5%, e indica un progressivo allungamento della stagione turistica.
L’aumento del 16,2% delle prenotazioni di settembre convive quindi con le difficoltà raccontate sul fronte della ristorazione, dove più visitatori non significano necessariamente più ricavi. L’andamento del 2026 viene descritto come difficile da decifrare proprio perché diversi fattori si sono sovrapposti durante la stagione. Anche l’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu ha sottolineato la complessità del quadro, mentre i dati sulle prenotazioni mostrano una Sardegna capace di mantenere una presenza turistica importante anche oltre agosto. Da una parte cresce la domanda e si rafforza settembre, dall’altra alcune attività registrano una riduzione della spesa media dei clienti, con ordinazioni più contenute e scontrini più bassi.
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