Epatite A nel casertano, il sindaco rassicura: «Profilassi in corso per le famiglie coinvolte»
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Redazione Salute
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Un caso di epatite A diagnosticato tra i banchi di una scuola primaria ha attivato in queste ore la macchina della profilassi nel comune di Orta di Atella, piccolo centro della provincia di Caserta che conta circa 27mila residenti. A dare la notizia, attraverso un post sui social, è stato il primo cittadino Antonino Santillo, il quale ha parlato di «un alunno» risultato positivo al virus, specificando – in un passaggio che mira a evitare allarmismi – che «una situazione che merita attenzione, ma non paura». Dalla comparsa del primo sospetto, ha aggiunto il sindaco, il Comune, la scuola, il pediatra di riferimento e l’Asl hanno operato in sinergia, seguendo con rigore il protocollo previsto per queste evenienze.
Numeri in discesa, ma il distretto di Teano resta il più colpito
Se l’episodio di Orta di Atella rappresenta l’ultimo focolaio monitorato, lo scenario provinciale mostra una diffusione ben più ampia. Il distretto sanitario di Teano detiene, purtroppo, il primato delle infezioni rispetto al resto della provincia casertana. All’interno di quest’area, due comuni in particolare spiccano per l’incidenza: Sessa Aurunca, con 11 persone infettate, e Cellole, che conta 9 casi. Complessivamente, in tutta la provincia di Caserta le persone colpite dall’epatite A sono 84; un dato che – è bene sottolinearlo – è in lenta ma costante discesa, segno che le misure adottate stanno gradualmente producendo i loro effetti.
Le rassicurazioni degli esperti e il quadro nazionale
Il caso campano non è isolato. Guardando al panorama nazionale, le recenti epidemie di epatite A hanno coinvolto anche Lazio e Puglia, come riportano i dati dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornati al 2026. Per fare chiarezza sui rischi reali – che rimangono legati soprattutto alla trasmissione oro-fecale e alla contaminazione degli alimenti – è intervenuto il professor Attilio Maurano, specialista in endoscopia, intervistato dalla rubrica “Salute” di Salernonotizie.it. «Tra le epatiti trasmissibili all’uomo – ha spiegato – l’epatite A è la forma più lieve, ma anche quella più legata alle nostre abitudini quotidiane». Il pericolo principale, secondo l’esperto, è quello del cosiddetto “rischio invisibile a tavola”: frutti di mare crudi o poco cotti, verdure lavate male e superfici contaminate rappresentano i veicoli più frequenti del virus.
Profilassi e comportamenti da adottare
Per le famiglie coinvolte nel caso di Orta di Atella, la profilassi è già scattata: si tratta di misure standard che includono, a seconda dei contatti avuti con il soggetto infetto, la somministrazione di immunoglobuline o vaccino. Non si segnalano al momento altri casi nella stessa scuola. L’infezione, va ricordato, si manifesta dopo un’incubazione di 15-50 giorni con sintomi che vanno dalla stanchezza alla febbre, dalle urine scure all’ittero. La prevenzione resta l’arma più efficace: lavarsi sempre le mani dopo essere stati in bagno e prima di mangiare, cuocere bene i molluschi, bere solo acqua da fonti controllate. Per gli operatori del settore alimentare, per i viaggiatori diretti in aree a rischio endemico e per i familiari di un malato, la vaccinazione è raccomandata con particolare enfasi.




